HIGH ON FIRE – De Vermis Mysteriis

 
Gruppo: High On Fire
Titolo: De Vermis Mysteriis
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: E1 Entertainment
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TRACKLIST

  1. Serums Of Liao
  2. Bloody Knuckles
  3. Fertile Green
  4. Madness Of An Architect
  5. Samsara
  6. Spiritual Rites
  7. King Of Days
  8. De Vermis Mysteriis
  9. Romulus And Remus
  10. Warhorn
DURATA: 52:19
 

Al Cisneros, Matt Pike e Chris Hakius: questi tre nomi vi dicono qualcosa? Spero proprio che la risposta sia positiva. In caso contrario, sappiate che questi signori sono (stati) i membri storici degli Sleep, una delle band cardine per lo Stoner-Doom, veri e propri titani del genere. Nel 1998 i suddetti Sleep si sciolsero e, mentre Cisneros e Hakius aprirono il discorso con gli Om, il ruvidissimo Pike diede vita agli High On Fire. Il cammino di quest'ultima realtà iniziò con un disco superbo come "The Art Of Self Defense", per poi evolversi sempre più in una proposta che è andata consolidandosi come il trademark di questo terzetto californiano. A due anni di distanza dall'ottimo "Snakes For The Divine", i Nostri tornano alla carica con il nuovo "De Vermis Mysteriis" e — lasciatemelo dire — lo fanno con uno stile devastante, forte di una maturazione alchemica e compositiva assolutamente strabiliante.

Il nuovo parto di Pike e soci si apre con "Serums Of Liao" che mette in mostra una gran voglia di martellare impietosamente tutto ciò che capita a tiro, concedendo lo spazio per respirare lievemente soltanto durante gli assoli tesi e nervosi e il coinvolgente ritornello in cui sembra quasi che il boss della baracca sia il sempreverde Lemmy. Le stesse coordinate sono assunte da "Bloody Knuckles" e "Fertile Green", veri e propri cataclismi Stoner ricoperti da un groove strepitoso e belligerante; questi pezzi sono prove di forza che lasciano interdetti, le sezioni ritmiche sembrano volerci sfondare il cranio, le chitarre sono grezze e tracciano solchi profondi come trincee, mentre si uniscono a una voce che, nei suoi momenti più aggressivi, può facilmente ricordare quella di Mille Petrozza. Quanto godono poi le mie orecchie quando parte "Madness Of An Architect": una morbosa litania di rancore, pura acidità in salsa Doom, come se Lee Dorrian e i suoi Cathedral si fossero immersi in una tinozza di mescalina prima di suonare "The Ethereal Mirror".

Al centro della scaletta è poi intelligentemente piazzata "Samsara", una strumentale magnetica, attraversata da influssi Blues e da scariche di energia statica, un intermezzo piacevole e sollazzante che ci permette di allentare un po' la tensione e tirare il fiato prima che abbia inizio la seconda metà del disco; è così infatti che veniamo introdotti alle bordate che tornano a investirci con la violenza di "Spiritual Rites" e alla greve e monolitica intensità dei toni trionfali e quasi epici di "King Of Days" che, seppure con le dovute differenze, mi ha portato alla mente, almeno a livello percettivo, quella prova da inchino multiplo che porta il nome di "The Golden Bough", il debutto partorito due anni fa dagli Atlantean Kodex. Verso la fine del disco siamo ormai inebriati e assuefatti dall'odiosa tensione di cui siamo inondati e i Nostri decidono di darci ancora il colpo di grazia con "Warhorn", una composizione indolente, rarefatta e penetrante in cui un basso strisciante e ipnotico si accoppia con una voce schifata e ruvida per poi alternarsi a esplosioni violente che non lasciano alcuna via di scampo. Una volta terminato "De Vermis Mysteriis", gli High On Fire sono in pieno possesso di un tenebroso campo di battaglia su cui fanno bella mostra il nostro sangue e i nostri brandelli, resti che il giorno seguente saranno buon pasto per gli avvoltoi.

La corazzata guidata da Mike Pike sembra inarrestabile, in questi anni si è ormai guadagnata di diritto un posto nell'Olimpo dello Stoner-Doom e il ritmo non accenna di certo a scemare. E se vi dicessi fin da ora che questo lavoro finirà dritto dritto nella mia playlist 2012? "De Vermis Mysteriis" è un disco strepitoso, l'ennesimo capitolo di qualità all'interno di questa scena, il prodotto di una band che chiunque apprezzi questo filone musicale non può che amare incondizionatamente. Signori, mettete mano ai vostri spiccioli e muovetevi anche voi ad acquistare cotanta meraviglia… è davvero il minimo che si possa fare!

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