HIGH POWER – High Power

HIGH POWER – High Power

 
Gruppo: High Power
Titolo: High Power
Anno: 1983
Ristampa 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Shadow Kingdom Records
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Casse Toi
  2. Ode À La Vie
  3. L'Ange Au Regard Noir
  4. Offrande Charnelle
  5. Cauchemar
  6. Alcool
  7. Comme Un Damné
  8. N'Oublie Pas
DURATA: 40:54
 

Quella copertina… la vidi tanti anni fa, sfogliando vinili di seconda mano e mi è rimasta impressa, ma non proprio per la sua grazia. Il debutto dei francesi High Power, datato 1983, è oggetto di culto per i fan dell'Heavy Metal d'annata: solido metallo in stile britannico con testi francesi.

«Va fuori dalle palle!» è lo sgarbato invito d'apertura scandito dal cantante che ci riporta a quello che spesso è tema di discussione parlando dell'Heavy Metal de la Grande Nation: la voce. Patrick Malbos — pace all'anima sua — copre una vasta fetta delle scale musicali con un tono leggermente nasale cui bisogna abituarsi, soprattutto ascoltando gli acuti a volte altissimi. Per farlo, però, basta scuotere il capo ai ritmi granitici vicini al Thrash come quelli della stupenda "Ode À La Vie", pista con una sezione solistica a due chitarre di sapore Iron Maiden.

Durante la marziale terza canzone di gusto Judas Priest pare di essere fissati dal protagonista, l'Angelo dallo sguardo nero, e di vedere davanti a sé la desolazione del pianeta vivamente descritta nel testo. Gli amici di corde trattate con pesanti e lenti colpi di plettro adoreranno la lunga, intensa e malvagia "Offrande Charnelle", dotata di un'atmosfera da pelle d'oca creata nell'ultimo terzo da argentine note di pianoforte alla Goblin.

Vi svegliate di soprassalto, il cuore batte forte mentre sedete ancora ansimanti sotto le lenzuola bagnate di sudore… "Cauchemar", con il suo ritmo sostenuto, parla proprio di quell'incubo e sorprende con un'eccellente chitarra che urla e canta. È il nostro faro nelle notti di tempesta, vela su di noi come un'aquila argentata… "Alcool" invece è un inno al vizio di Bacco, con una sostenuta ritmica di rara forza e intensità che mette nuovamente in risalto le doti dei musicisti. La lenta, greve e triste "Comme Un Damné" ricorda le lunghe ed epiche composizioni degli Iron Maiden; i più attenti si saranno ricordati di "Children Of The Damned", leggendo il titolo. Gli High Power vanno oltre e inseriscono tastiere o pianoforte per rendere l'effetto più toccante.

I fuochi d'artificio sono la coronazione di ogni finale che si rispetti. Anche i nostri francesi sono di questa opinione, ci urlano contro "N'Oublie Pas" per evitare che ci si dimentichi di loro e chiudono la première con una traccia al fulmicotone.

Pochi esordi furono riusciti come quello dei bordolesi High Power: vivace, fantasioso e aggressivo. Da non perdere.

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