HIGH REEPER – High Reeper

 
Gruppo: High Reeper
Titolo: High Reeper
Anno: 2018
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Heavy Psych Sounds
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TRACKLIST

  1. Die Slow
  2. Chrome Hammer
  3. Soul Taker
  4. High Reeper
  5. Reeper Deadly Reeper
  6. Weed & Speed
  7. Double Down And Let It Ride
  8. Black Leather (Chose Us)
  9. Friend Of Death
DURATA: 42:43
 

Ogni appassionato di musica ha almeno una band del cuore, quella che forse è stata alla base della propria formazione e che costui potrebbe ascoltare all'infinito senza mai stancarsene. Per il sottoscritto il gruppo dal valore paradigmatico sono i Black Sabbath ed è per questo motivo che sono particolarmente soddisfatto di poter scrivere degli High Reeper, quintetto di Philadelphia saggiamente messo sotto contratto da Heavy Psych Sounds, la quale ne ha patrocinato l'uscita del debutto eponimo.

L'introduzione fatta lascia probabilmente pochi dubbi sul genere di appartenenza della proposta e, quindi, non vi stupirete di ritrovare in pezzi come "Die Slow", "Reeper Deadly Reeper" e "Soul Taker" quell'alone oscuro e vintage che inevitabilmente vi farà pensare di essere in qualche sala prove di Birmingham nei primi giorni del 1970. Il retrogusto Blues e l'atmosfera plumbea fanno da companatico a suoni gonfi, ipnotici e gravidi di languida e livida minaccia; quelle sonorità lisergiche che sembrano presagire un'apocalisse a base di stregoneria e cannabinoidi. In altri episodi come "Chrome Hammer", "Black Leather (Chose Us)", "Weed & Speed", i Nostri ci fanno invece viaggiare nel tempo e nello spazio, portandoci a immaginare un immobile pomeriggio di sole nella Palm Desert degli Anni Novanta, in cui Ozzy Osbourne sfodera il meglio del caratteristico timbro stonato, mettendosi a cantare sui riff di un Josh Homme d'annata.

Anche nei momenti più polverosi e grezzi l'umore rimane comunque sfumato di colori foschi, riuscendo a risultare particolarmente omogeneo; è proprio il bilanciamento perfetto tra la componente tipicamente Stoner e la cupa acidità di certo Doom diretto discendente degli Anni Settanta a rappresentare l'asso nella manica degli High Reeper. Parliamo certamente di una commistione tutt'altro che nuova e la cui bontà è già stata dimostrata in centinaia di dischi, ma in questo caso a colpire è l'ispirata naturalezza con cui i vari elementi si fondono, mettendo in chiaro che il gruppo ha in mente una strada precisa e una caratteristica fondamentale, ovvero una personalità ben definita pur utilizzando canoni stilistici risalenti ormai a quasi cinquant'anni fa.

"High Reeper" risulta un disco da ascoltare e riascoltare, godendone ogni volta; un lavoro coinvolgente e corposo, ispirato seppure inevitabilmente derivativo. Nonostante ricalchi orme di vecchio stampo, questo esordio trova facilmente una ragion d'essere nella grande passione con cui è stato composto, nella grande perizia dei suoi creatori e nella bavetta alla bocca che produrrà in chiunque sia cresciuto a pane, acidi e Black Sabbath.

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