HIGHWAY – IV

 
Gruppo: HighWay
Titolo: IV
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Doweet / Season Of Mist
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TRACKLIST

  1. Brotherhood
  2. Pole Dancing Song 
  3. Wake Up
  4. Boogie Wave
  5. Damned Me
  6. Concession Time
  7. Psycho Lover
  8. The Danger Zone
  9. Say Your Prayers
  10. Knock It Off
  11. Chemical Trip
  12. Separate Ways
DURATA: 01:03:04
 

Dopo svariati ascolti di questo "IV" firmato HighWay, band francese di Montpellier, la prima cosa che posso dire è che mi è veramente difficile dare un giudizio che non sembri completamente contraddittorio. Ci sono senz'altro ottimi elementi da lodare, affiancati purtroppo da altri che invece vanno a penalizzare il quarto lavoro in studio del quartetto.

Cominciamo dalle notizie meno belle («brutte» è un termine decisamente esagerato e fuori luogo in questo contesto): il disco è tanto, troppo lungo, così come lo sono le singole tracce. La numero uno per esempio, "Brotherhood", avrebbe reso molto di più con un minuto in meno, dicendo praticamente le stesse cose. Altro elemento da tenere in considerazione è che stiamo parlando di un genere, l'hard rock, che probabilmente per risultare ancora accattivante e fresco nel 2018 (o 2017, quando è stato pubblicato "IV") avrebbe bisogno di tante innovazioni e di una ventata di freschezza, per evitare di suonare come altre decine di gruppi simili. Gli HighWay tendono forse un po' troppo a restare su un territorio ormai consolidato, il che purtroppo non li aiuta a elevarsi dalla massa.

Passiamo invece ai bei momenti, perché ce ne sono. L'aspetto molto positivo è che il gruppo ha buonissime capacità di esecuzione tanto a livello strumentale quanto vocale: il timbro di Benjamin è fatto apposta per questo genere e sa modellarsi e risultare più morbido al bisogno, come dimostra la ballata "Concession Time", uno dei pezzi forti del disco, di stampo classico ma che è davvero un piacere ascoltare, dotata inoltre di un bellissimo ritornello. Altra cosa buona, anzi, ottima, è che gli ultimi due pezzi, "Chemical Trip" con i suoi ritmi più tendenti al rock'n'roll e "Separate Ways" con le sue influenze southern, risollevano tantissimo l'album nella sua totalità e dimostrano che l'originalità di cui parlavamo, effettivamente, c'è. Anche se forse un po' poca.

Quel che è certo è che se state cercando un lavoro hard rock degno del suo nome, beh, "IV" fa decisamente per voi e vi lascerà più che soddisfatti; come detto qualche riga più su, non è certo la qualità a mancare. I brani che consiglio in particolare sono "Pole Dancing Song", "Wake Up" (la collaborazione di Jeff Scott Soto manderà in visibilio i veterani), i suoni un po' più pesanti di "Damned Me" e "The Danger Zone".

Personalmente ritengo che gli HighWay potrebbero guadagnare moltissimi punti personalizzando il proprio stile; se invece lo scopo principale dell'esistenza della band è emulare e rielaborare suoni dei gruppi da cui trae maggiormente influenza (Aerosmith, Whitesnake e ZZ Top, tra i vari citati), allora posso solo dire che sta andando benissimo.

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