HIMINBJORG – Chants D'Hier, Chants De Guerre, Chants De La Terre

HIMINBJORG – Chants D’Hier, Chants De Guerre, Chants De La Terre

Informazioni
Gruppo: Himinbjørg
Anno: 2010
Etichetta: European Tribes
Contatti: www.himinbjorg.fr
Autore: Mourning

Tracklist
1. Convictions
2. Songe De l’Elfe
3. Black
4. Grandes Chevauchees
5. Destin De Sang
6. Futhark
7. Chant De La Lune
8. Contre Vents Et Marees
9. Lonely
10. Chant Pour Les Ancetres

DURATA: 43:42

HIMINBJORG - Chants D'Hier, Chants De Guerre, Chants De La Terre La band francese di pagan/folk metal degli Himinbjørg dopo cinque anni d’assenza porta con sé un bagaglio diverso rispetto al passato, sono molte le differenze che caratterizzano questa nuova uscita se confrontata con le cinque release già sfornate.
La prima riguarda la lingua usata per comunicare i testi, il cambio porta all’abbandono dell’inglese a favore della lingua madre: il francese; seconda novità è la pressione insita internamente alle tracce ridotta frequentemente al minimo e che vede una sorta di essenza doomico/epica e atmosfere ambient percuotere notevolmente il platter rendendolo espanso e molto più intimo.
Il cantato vira su un approccio recitativo votato a evocare tempi e sensazioni vissute che il ricordo tramanda, fra le tracce più lunghe spiccano la scura “Futhark” e una “Lonely” che al cospetto di un titolo che farebbe presagire a una sorta di tristezza “forzata” risulta essere alquanto vitale seppur la vena malinconica sia ben presente al proprio interno interpretando la sua dovuta parte.
“Destine De Sang” è probabilmente il momento più alto del platter, l’unione fra la vocalità incattivita e quella pulita e l’uso di strumenti “popolari” la presentano come la canzone maggiormente ancorata allo stile primorde della band, vi sono poi momenti leggiadri come quelli che scandiscono la durata di “Chant De La Lune” e altri decisamente più grevi e cupi che si riscontrano in “Black”. L’album è alquanto vario per quanto non sia privo di pecche.
Nel complesso avremo fra le mani una prestazione discreta, le qualità canore di Zahaah, soprattutto per quanto riguarda il canto pulito, sono notevoli per quello che riescono a trasmettere, purtroppo la lingua per molti potrà essere un intoppo d’affrontare non riuscendo a entrare a pieno contatto con le canzoni.
Il lato sperimentale di quest’album potrà magari non combaciare con gli ascolti che vengono inseriti nel genere ma mostra una voglia esplorativa che ha un senso, la produzione però ne minimizza il valore risultando secca e non fornendo pieno spessore alle parti ambientali che avrebbero goduto di un lavoro “pieno” in tal senso.
Interessante in fin dei conti “Chants D’Hier, Chants De Guerre, Chants De La Terre”, se avete già avuto contatti con il sound degli Himinbjørg è un motivo per cui scoprirne una sfaccettatura alternativa, se così non fosse ancora stato potrebbe sorprendervi e farvi avvicinare alla loro proposta.
In entrambi i casi gli spunti per ascoltarlo non mancano.

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