HIVERNA – II. Macabre

 
Gruppo: Hiverna
Titolo:  II. Macabre
Anno: 2014
Provenienza:   Canada
Etichetta: Oaken Forge
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TRACKLIST

  1. Tous Morts, Tous Pourris
  2. Boréal
  3. Le Satyre
  4. Sang
  5. Hiverna
  6. Outre Tombe
  7. Malice
  8. À Toi, Venin Des Songes
  9. Âges
  10. …Et l'Immortalité
  11. Le Grand Bucher
  12. Folklore Macabre
DURATA: 58:15
 

A quattro anni di distanza dall'uscita di "I. Folklore", riecco gli Hiverna. La band guidata da David "Bardunor" Verret (voce, chitarra e batteria) — al quale offrono i propri servigi gli ormai compagni d'avventura da tempo Froidure (basso) e Doom (flauto) — ha finalmente dato seguito a quel primo gradito atto discografico rilasciando "II. Macabre". Si tratta di un album contenente materiale composto originariamente nel periodo che va dal 2003 al 2006, ma che vede solo adesso la luce; l'ideale successore di quella prova natural-folcloristica che mi appassionò, grazie a un connubio equilibrato e ben rappresentato di Black Metal atmosferico e pagano.

Le basi sulle quali ruota il progetto canadese non sono mutate. Le sensazioni gelide, crude e violente come il vento del profondo nord emanate dalla furia che si abbatte in certi frangenti ("Le Satyre", "Malice", "Âges", e "Le Grand Bucher") vengono ancora una volta mitigate sia dall'impostazione del riffato della sei corde, pronto a concedere spazio all'ingresso di melodie ancestrali d'impatto e a momenti d'apertura e accompagnamento acustico ("Boréal", "Le Satyre" e "Âges"), sia dall'entrata in scena della componente extra metal conferita dalle numerose incursioni del flauto di Doom (divenuto oggi valore positivo aggiunto e parte totalmente integrante del suono) e del violino di Carolane "Vyvyen" Veilleux, capaci d'impreziosire tracce come "Tous Morts, Tous Porris" e "À Toi, Venin Des Songes".

Gli Hiverna avvicendano ambientazioni tinte di un grigiore malinconico ad altre avvolte di nero, per la pesantezza dello sferragliare e l'aumento di consistenza del suono estremo. L'andazzo potrebbe essere paragonato al godimento dello sconfinato e statico panorama regalatoci da una landa innevata durante una tranquilla ma freddissima giornata invernale, interrotto bruscamente da una furiosa tormenta che ne inghiotte e divora la bellezza, per poi acquietarsi in maniera altrettanto repentina e inusuale. I pezzi sono in grado di accendersi e spegnersi in maniera naturale, dando risalto alla percezione folcloristica-ancestrale del loro immaginario o al ramo più estremo e cattivo dello stesso, con la prima componente che rispetto al passato ha adesso ottenuto un margine d'azione più ampio.

La proposta contenuta in questo "II. Macabre" sa macchiarsi di oscurità nella solenne e lugubre "Sang" e attingere dal lato più nero del suono in chiusura con l'inquietante strumentale "Folklore Macabre". Giunti alla fine dell'ascolto, pare evidente il fatto che gli Hiverna siano riusciti a trovare il modo di amalgamare correttamente le sostanze che ne alimentano il corso.

La band si appella alla sensibilità in dote a coloro i quali amano immergersi e perdersi nei suoni della natura, approfittando della possibilità di ricevere all'orecchio alcune delle sue innumerevoli sfaccettature. A loro è sicuramente consigliabile avvicinarsi a questa realtà; è anche vero che i nordamericani erano una formazione sulla quale si poteva scommettere già all'uscita del debutto e chi, come il sottoscritto, l'ha fatto, penso possa ritenersi soddisfatto della crescita artistica e della qualità racchiuse in "II. Macabre", di cui suggerisco caldamente l'acquisto.

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