Holdlajtorja - Ab Oriente Ad Occidente

HOLDLAJTORJA – Ab Oriente Ad Occidente

Gruppo:Holdlajtorja
Titolo:Ab Oriente Ad Occidente
Anno:2020
Provenienza:Ungheria
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Youtube  Bandcamp  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Ab Oriente Ad Occidente
  2. Et Erat Subter
  3. Vox In Rama
DURATA:09:32

Non sono tante le demo che passano da queste parti negli ultimi tempi, un po’ perché spesso e volentieri si perdono tra le richieste di uscite più corpose, un po’ perché la vita è breve e ascoltare una manciata di minuti di musica brutta prodotta pure coi piedi non è sempre un gioco che vale la candela. Fatte queste premesse, ecco che Ab Oriente Ad Occidente degli Holdlajtorja ci si presenta come la cosiddetta eccezione che conferma la regola.

Della formazione ungherese non si sa assolutamente nulla, né da dove vengano di preciso i suoi membri, né quante persone effettivamente facciano parte del progetto. Il nome Holdlajtorja, dal canto suo, fa riferimento al Moon-Ladder, Gobogeg, uno dei tanti orrori cosmici nati dalla testa malata del Maestro di Providence. Saputo almeno questo, in una certa misura è più facile prepararsi all’ascolto di Ab Oriente Ad Occidente o, comunque, questo non sarà un salto nel vuoto totale.

La primissima proposta dei magiari consta di tre tracce per un totale di quasi dieci ricchissimi minuti di black metal; lo stile con cui gli Holdlajtorja si approcciano al genere, per fortuna, è abbastanza personale. I mid-tempo dominano, la batteria (rigorosamente acustica, a giudicare dal suono crudissimo) non accelera mai più del dovuto, adoperandosi nell’intarsiare ritmiche complesse dal retrogusto un po’ prog, mentre le chitarre serpeggiano con fare maligno, arcuandosi in arpeggi e linee melodiche intriganti ben sorrette dal lavoro del basso. L’impreziosimento dato dalle tastiere — tutt’altro che soverchianti, seppur ben presenti — è uno dei punti forti dell’opera, ma resta senza dubbio la prova vocale la ciliegina sulla demo-torta. Il cantato estremo, un growl cavernoso, scuro ma non eccessivamente abissale, si fa largo all’interno dell’apripista “Ab Oriente Ad Occidente”, mentre nella conclusiva “Vox In Rama” si contende la prima fila con i puliti altrettanto cupi, caratterizzati da un sapore nettamente ritualistico, un tipo di cantato che fa la sua comparsa già nell’intermezzo “Et Erat Subter”.

Di certo è possibile trovare contro a bizzeffe in questa prima prova, dalla qualità della produzione (decisamente casalinga) agli arrangiamenti delle chiusure dei pezzi (che terminano un po’ tutti a singhiozzo), senza dimenticare le buone vecchie storpiature in latino (benedetta costruzione di moto a luogo con ad e l’accusativo), ma credo che fare questo tipo di commenti, in questo caso, sarebbe un po’ inutile. Si tratta pur sempre di una prima demo e gli Holdlajtorja hanno fanno ciò che dovevano — e forse anche più. Nell’attesa che gli alfieri di Gobogeg facciano nuovamente eco alle terribili parole di tale entità, l’avviso è quello di appuntarsi il loro nome e di dare un ascolto ad Ab Oriente Ad Occidente.

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