Hollow Woods - Like Twisted Bones Of Fallen Giants | Aristocrazia Webzine

HOLLOW WOODS – Like Twisted Bones Of Fallen Giants

Gruppo: Hollow Woods
Titolo: Like Twisted Bones Of Fallen Giants
Anno: 2024
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Signal Rex
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TRACKLIST

  1. Ancient Graves
  2. Beneath The Dying Tower
  3. Night Burns Through
  4. Halls Of Idle Breath
  5. Interlude: Among Ruins
  6. Burial Fires
  7. Like Twisted Bones Of Fallen Giants
DURATA: 37:56

A volte la soluzione migliore è quella più semplice. Questo deve essere il motto dei finlandesi Hollow Woods, attivi da qualche anno nella scena black metal finlandese e giunti al secondo album sotto Signal Rex, già di per sé garanzia di malvagità. Anche prima di ascoltare una nota gli intenti del quintetto da Helsinki sono palesi: logo, lettering, titoli e grafica mantengono la linea tracciata dal debutto Cold Winds Cleave The Earth e parlano inequivocabilmente di foreste ataviche, oscurità, gelo e morte — quello che i finlandesi chiamano lunedì, qualcuno potrebbe dire.

Musicalmente Like Twisted Bones Of Fallen Giants risulta piuttosto allineato a quanto sopra: black metal fortemente legato alla scena nordica, senza troppe velleità di reinventare un genere ampiamente codificato. Gli Hollow Woods si fanno invece alfieri di una proposta che tende a ripassare tutti gli elementi tipici del genere all’interno di un singolo album: parti rallentate ed evocative, passaggi debitori degli albori thrash-death e le classiche sezioni in tremolo e blast beat, il tutto bilanciato con precisione e intervallato da brevi momenti acustici.

Una caratteristica che spicca in Like Twisted Bones Of Fallen Giants è l’uso della voce: il cantante “H”, meglio noto come Harri Kuokkanen e unico componente del progetto Hail Conjurer, alterna al tipico screaming black metal old school un uso sapiente di parti pulite, mai virtuose e a volte volutamente sgraziate, per conferire alle canzoni un vago sapore da rituale druidico che distacca l’esperienza dai nomi storici norvegesi che altrimenti ricorrerebbero lungo tutto l’album. Un riferimento vagamente affine potrebbero essere i connazionali Darkwoods My Bethroted, al netto di influenze epic-symphonic qui del tutto assenti.

La produzione, per non rischiare nulla, è affidata al tentacolare Henri Sorvali, mastermind dei Moonsorrow, dei Finntroll e con le mani in pasta in una larga parte della scena estrema finlandese. Come sempre con il suo lavoro non esce nulla che non sia cesellato alla perfezione: nel caso specifico l’obbiettivo è un sound volutamente anni ’90, con chitarre zanzarose, batteria un po’ sepolta, pesanti riverberi, ma una mano sapiente tiene le fila e mantiene sempre ogni strumento nello spazio assegnato e lo lascia perfettamente distinguibile.

Non mancano alcuni aspetti da limare, il salto tra parti acustiche ed elettriche è piuttosto brusco e anche quando è mescolata con gli elementi tradizionali la chitarra acustica continua a sembrare vagamente separata dal resto. Gli Hollow Woods ci consegnano comunque un dischetto gustoso e ben fatto, pronto per l’esecuzione dal vivo, consigliato a qualsiasi aficionado del black metal anni ’90 che non cerchi particolari stravaganze e voglia andare oltre i soliti nomi.