HOLY GROVE – Holy Grove

 
Gruppo: Holy Grove
Titolo: Holy Grove
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Heavy Psych Sounds
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TRACKLIST

  1. Death Of Magic
  2. Nix
  3. Holy Grove
  4. Huntress
  5. Caravan
  6. Hanged Man
  7. Safe Return
DURATA: 43:41
 

L'etichetta è la Heavy Psych Sounds, loro arrivano da Portland, l'illustrazione di copertina è splendida (presumo ritragga l'«Holy Grove», il bosco sacro che dà il nome ad album e band) e il disco è quell'ibirido stoner-doom classico dalla prima all'ultima nota. Non so cos'altro stiate aspettando per andare a comprare il debutto degli Holy Grove.

Quaranta minuti di riffoni slabbrati e avvolgenti, semplici e diretti, facili e proprio per questo giusti, su cui la voce di Andrea Vidal si snoda in modo ineccepibile. Davvero, raramente capita di trovare un'interpretazione vocale così schietta, diretta e assolutamente perfetta nel suo essere naturale, mai sopra le righe, ma sempre al massimo della tensione emotiva. Sette brani di sabbathiana memoria che vivono di fraseggi semplici, conosciuti, e che fanno di questa prevedibilità il proprio punto di forza, facendoci sentire a casa fin dalla prima plettrata. È giusta la produzione, sporca, ma al contempo calda e ottimamente equilibrata, e sono giuste le scelte del trio (la batteria di "Holy Grove" è appannaggio di un turnista) tanto in sede di scrittura quanto di esecuzione. Dalla preponderante matrice settantiana spunta qualche eco degli Electric Wizard ("Safe Return"), per un disco che nella sua interpretazione dello stoner è molto più inglese che americano: scordatevi il sud, i deserti, i Kyuss e i loro derivati, perché la sensibilità del nord-ovest non mente e cerca riferimenti diversi dalle terre aride in cui sono cresciuti Josh Homme, Brant Bjork e John Garcia.

Uno stoner corposo, un doom classico, un disco di genere che mette di buon umore per la sua onestà.

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