HOMICIDE HAGRIDDEN – Us

 
Gruppo: Homicide Hagridden
Titolo: Us
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Buil2Kill Records
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TRACKLIST

  1. Intro / Last Thinking
  2. World Decline
  3. Black As War
  4. Empty Thoughts
  5. The Ones
  6. Slaved From Darkness
  7. Dimension Zero
  8. Ghost Messiah
  9. Sign Of The Death
DURATA: 31:03
 

L'Italia del thrash è da sempre attivissima, pur se alcune delle band di questo panorama hanno impiegato un po' di tempo per carburare, ma una volta raggiunto l'obbiettivo sono riuscite a dire la loro. Fra le tante che si potrebbero citare vi è anche quella dei piemontesi Homicide Hagridden. La formazione guidata da Massimo e Stefano Moda, rispettivamente chitarrista-cantante e batterista, è in vita sin dal lontano 1994 e dopo aver pubblicato ben quattro demo nel periodo che va dall'anno di nascita al 2001 ("Sequence Of Death", "Behind The Lines", "Where Angels Work" e "Dead Black Sun") ha dato alla luce il debutto "Dead Black Sun" nel 2004, al quale sono seguiti dapprima un'ulteriore uscita demo rilasciata nel 2007 ("Promo D-0") e successivamente il secondo album "Us" del 2012, ed è di quest'ultima prova che intendo scrivere.

Il sound del quartetto nostrano è fortemente influenzato dalla matrice Slayer, difatti i paladini guidati dietro al microfono da Mr. Tom Araya vengono più volte omaggiati sia in ambito di costruzione della fase ritmica e solistica delle chitarre che nell'incedere di basso-batteria e dal cantato di Massimo Moda. I losangelini sono un'influenza pesante, ma non per forza ingombrante e che viene combinata con gli istinti groove degli Exodus più moderni e con quelli dei The Haunted, generando una prestazione massiccia, a tratti forse un po' omogenea, cosa che a lungo andare si ripercuote non proprio positivamente su brani. Episodi diretti e violenti come "Last Thinking", "Empty Thoughts" e "Ghost Messiah" tuttavia una volta ascoltati invitano a una salutare scapocciata.

Per ovviare al problema dell'uniformità, gli Homicide Hagridden permettono l'accesso al ritornello orecchiabile in "The Ones" e un più ampio sviluppo della melodia di palese stampo svedese nella strumentale "Dimension Zero", nulla che comunque tenda a frenare o contenere la furia del discreto "Us".

Lo so, adesso sarà cosa semplice per coloro i quali reputano il genere fossilizzato da tempo nella ripetizione di cliché su cliché bocciare amaramente un disco simile, d'altro canto però è inevitabile sia incrociarli che vederli utilizzati per offrire agli appassionati la musica che amano e vogliono avere nel proprio stereo; ciò che conta quindi è come vengono sfruttati e gli Homicide Hagridden lo fanno bene nel loro onesto e coinvolgente lavoro. Decidete da che parte schierarvi, il tasto play è sempre lì pronto a esser premuto.

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