HORRID – The Final Massacre

 
Gruppo: Horrid
Titolo: The Final Massacre
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Tears
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TRACKLIST

  1. Intro/Land Of No Return
  2. Denied Life
  3. Church Of Agony
  4. Horrid 666
  5. Misunderstood God
  6. The Prophecy
  7. Is God Worthy Of You
  8. Blasphemic Creature
  9. Winds Of Procreation
  10. Kissing The Rotting Cross
DURATA: 50:43
 

L'esterofilia di noi italiani nei confronti dell'Arte (seppure in alcuni casi possa essere anche giustificata) purtroppo credo sia ormai un dato incontestabile, così come è altrettanto incontestabile il fatto che ci siano spesso momenti in cui volgere uno sguardo al panorama artistico nostrano potrebbe sorprendere positivamente. Gli Horrid sono una formazione milanese attiva da più di due decenni con alle spalle una discografia interessante, seppur non particolarmente estesa, che si è ultimamente arricchita di un tassello intitolato "The Final Massacre".

L'incedere di tracce come "Intro / Land Of No Return" e "Horrid 666" mette in mostra un riffing decisamente poderoso ed evidentemente ispirato alla filosofia tanto cara al Death Metal del distruggere, infettare e spandere odore di morte tutt'intorno: è infatti inutile negare che i cromosomi della Svezia e di gruppi come Dismember, Grave, Vomitory e primi Entombed siano parte preponderante del corredo genetico di ciò che gli Horrid ci snocciolano nelle orecchie. Ormai i tratti distintivi di pezzi come "Denial Life" e "Church Of Agony" sono ben conosciuti, ma quel suono istintivo e tagliente, alternativamente veloce e oppressivamente cadenzato, e quelle melodie pestilenziali e malefiche non possono che far godere chi si fa — ancora oggi — venire la bava alla bocca ascoltando disconi del calibro di "Like An Ever Flowing Stream" e "Left Hand Path". Un'ottima pulizia dei suoni ci permette anche di discernere bene gli strumenti, ma — fortunatamente — senza che una chitarra distorta diventi alla pari di un luccicante pavimento incerato (può essere bello da vedere però è estremamente pericoloso camminarci sopra) come avviene in molte produzioni moderne… chissà perché nel mio cervello sento un'eco che urla: "Nucleeeaaaaaaar Blaaaaaaaast"? Insomma, questi quattro episodi erano pezzi nuovi del gruppo, pezzi dai quali si evince una passione viscerale e genuina per il Death Metal, una passione alimentata da più di vent'anni di musica.

Chi erano però gli Horrid prima, diciamo quindici anni fa? Il prosieguo di "The Final Massacre" ci offre la possibilità di rispondere anche a questa domanda: le tracce successive sono infatti state ripescate dal mini "Blasphemic Creatures" del 1998 e dal sette pollici "Awaiting For The Truth" del 1996. Ciò che salta immediatamente all'orecchio (nonostante la produzione ovviamente diversa e più "spartana") è quanto la proposta abbia sempre mantenuto la sua impostazione legata a doppio filo al più classico Death svedese, ma ciò non significa che questi ragazzi si limitino a riproporre in maniera sterile un sound già conosciutissimo. Certo, ascoltando tracce come "Misunderstood God", "Is God Worthy Of You" e "Blasphemic Creatures" è impossibile non notare quanto il tessuto delle trame imbastite dai musicisti sia debitore ai nomi già citati; è però anche innegabile che gli Horrid abbiano fatto proprio quello stile e lo abbiano plasmato alla loro volontà, permettendogli di risultare non solo derivativo ma anche personale. Siano le malefiche aperture melodiche di "The Prophecy" o le atmosfere cupe, asfissianti e morbose di "Kissing The Rotting Cross", i nostri dimostrano sempre di aver saputo elaborare la loro ispirazione con personalità e dedizione assoluta.

"The Final Massacre" ci consegna una band matura e conscia dei propri mezzi e ci permette inoltre di dare uno sguardo a quello che la stessa band era, in un passato non così lontano. Proprio per questo motivo, consiglierei a chi non conoscesse gli Horrid di iniziare magari con questo disco, in modo da farsi un'idea del percorso di coerenza e di passione intrapreso da questo gruppo (che al momento è un duo) e in modo da poter poi apprezzare e sostenere una di quelle realtà nostrane che meritano assolutamente supporto.

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