HORRIFIC DISEASE – Outbreak

 
Gruppo: Horrific Disease
Titolo: Outbreak
Anno: 2015
Provenienza: Giappone
Etichetta: Satanath Records / Rebirth The Metal Productions
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TRACKLIST

  1. Tortured In Entirety
  2. Waste It Now!
  3. Under The Judgment
  4. Newborn Reapers
  5. Mortal Bite
  6. Slaughter
  7. Lord Of Avengement
  8. Hateful Praying
  9. Distracting Decisions
  10. Your Own Justice
  11. Never Satisfied
  12. The Pissed Punisher
DURATA: 32:29
 

La formazione nipponica degli Horrific Disease, guidata dal chitarrista Makoto Mizoguchi, è al suo secondo passaggio su Aristocrazia, l'avevo infatti incrociata nello split a sei intitolato "6 Ways Of Hell". Stavolta invece scrivo del suo esordio in solitaria con il primo disco "Outbreak", ufficialmente rilasciato nel 2015.

La creatura in questione punta all'assalto crudo e puro, la proposta death metal dalle venature spiccatamente thrash — e in certe occasioni pure grindcore — lancia una bordata dietro l'altra, non prendendosi né pause né attimi di respiro, confezionando così poco più di trenta minuti di costante aggressione. L'album randella in maniera ignorante, sfruttando l'ottima vena in sede di composizione chitarristica di Mizoguchi, il growl ruvido e sporco di Haruhisa Takahata e la batteria che tira spesso dritto per dritto di Masazumi Mitsuno.

In scaletta sono piazzate cannonate come "Under The Judgment", "Slaughter", "Lord Avengement", "Hateful Praying" e "Your Own Justice", che purtroppo esauriscono il proprio potenziale una volta concluse. Se da un lato dimostrano di essere praticamente perfette per elargire una copiosa scarica di adrenalina e scapocciate, dall'altro sono incapaci di reggere sul lungo corso, perdendo di passaggio in passaggio parte del proprio irruento fascino.

Gli Horrific Disease sono estremamente scatenati e con "Outbreak" vi offrono musica che — se accompagnata da una dovuta dose d'alcol e dalla giusta compagnia di amici — vi farà di certo trascorrere dei momenti altamente goderecci. Di conseguenza prendeteli per ciò che sono e non pensateci troppo sopra: si meritano un ascolto, preferibilmente se a volume sparato.

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