Horror God - Cursed Seeds

HORROR GOD – Cursed Seeds

Gruppo:Horror God
Titolo:Cursed Seeds
Anno:2019
Provenienza:Russia
Etichetta:Lavadome Productions
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TRACKLIST

  1. Cursed Seeds
  2. Age Of Madness
  3. They Were Behind The Barbed Wire
  4. We Built These Walls Ourselves
  5. Sunset
  6. Face Of War
  7. Throne
DURATA:36:11

Avevo già incrociato gli Horror God su queste pagine in occasione del loro split con i misteriosi Techne (ad oggi non sono riuscito a scoprire chi fossero), qualche anno fa. All’epoca dicevo dei ragazzi russi cose discrete, ma non eccellenti, relegando il gruppo di Sergiev Posad a onesti mestieranti o poco più. Mi fa molto piacere ritrovarli all’uscita successiva, con qualche anno in più sul groppo e una prova più convincente a referto.

La formazione del nord di Mosca si presenta in studio per registrare Cursed Seeds come quartetto, separatasi dal bassista di lungo corso Andrey “Hydr” Rybkin, ed è il chitarrista Sergey “Ser” Borisov a tappare il buco in questa occasione. A questo cambiamento di formazione corrisponde anche una forte spinta verso territori dissonanti e tecnici, già intravisti nelle uscite passate, ma mai così sviluppati e strutturali nell’economia delle canzoni. Oggi, gli Horror God sono a tutti gli effetti una formazione tech death, pure particolarmente smaniosa di seguire le tracce di Gorguts e Obscura; gli spunti sono interessanti, l’esecuzione è ben riuscita e Cursed Seeds offre una mezz’ora abbondante di riff articolati e strutture arzigogolate, ancorché già sentite e ampiamente derivative.

Le tematiche care al gruppo sono ben evidenti fin dalla copertina di Kirill Semenov, a metà tra la ribellione e l’impegno delle illustrazioni di Ed Repka e l’horror di Chris Moyen. Gli Horror God costruiscono i propri testi a partire dalle riflessioni sul mondo che li circonda, destinato all’estinzione eppure ancora preda di piccoli esserini bramosi di potere. Le pur intriganti immagini utilizzate dal quartetto si infrangono, come troppo spesso succede, su un inglese maccheronico; per quanto mi riguarda, questa cosa, all’interno di un album in cui il messaggio testuale riveste un’importanza piuttosto conclamata, mina parzialmente il risultato finale.

Alla fine della fiera, gli Horror God dimostrano di aver compiuto dei netti passi avanti negli ultimi tempi, anche se non ancora del tutto sufficienti per lasciare il segno. Cursed Seeds è il lavoro di una buona band, che migliora poco per volta, ma che ancora non brilla.

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