HORSE LATITUDES – Gathering

 
Gruppo: Horse Latitudes
Titolo: Gathering
Anno: 2011
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Aurora Borealis Records
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TRACKLIST

  1. Hornblas
  2. Seas Of Saturn
  3. Gathering
  4. Son Of The Moon
  5. Decayment
DURATA: 49:12
 

Sono sempre più convinto che se c'è un genere che sta andando alla grande quello è il doom, con i suoi vari filoni e derivazioni. L'ennesima conferma mi arriva dalla Finlandia, con questa nuova band dal nome evocativo e riconducibile a uno dei pezzi dei Doors forse fra i meno conosciuti al grande pubblico, ma sicuramente fra i più belli: "Horse Latitudes", contenuto in "Strange Days" (1967) . Il trio è composto dal batterista-cantante Harri e dai due bassisti-effettisti Heidi e Vellu: esatto, niente chitarre e suono che prende direzione verso il sottosuolo.

"Gathering" è un disco alquanto particolare, occultista e profondamente solenne a più riprese, grazie a una prova vocale magistrale, incline a rimembranze storiche degli anni Settanta e che non disdegna comunque sussurri e parlato. Le tracce si evolvono in maniera continua, non settando il modo di porsi su un riferimento univoco ma dando all'ascoltatore svariati approcci che potranno intrigare sia chi va pazzo per gli Electric Wizard e i Burning Witch, sia quelli che si orientano su sonorità più disturbate e drone con band come Saturnalia Temple e Khanate. Un trip da LSD devastante, merito del lavoro svolto dalle linee dei bassisti che profonde scavano solchi, il groove creato è ampio e intenso, con picchi d'eccellenza in "Seas Of Saturn". È un perfetto contrasto con la tendenza al cantato in pulito, come se sacro e profano si coniugassero, scegliendo una via distruttiva da percorrere in maniera coerente e comune, ma lasciando al tempo stesso che i caratteri dell'uno non si annullino a vantaggio dell'altro, bensì convivano sfruttandone reciprocamente le qualità.

Le canzoni sono pachidermiche, però i cinquanta minuti che hanno inizio con "Hornblas" e si chiudono con "Decayment" passano in fretta tanto sono intriganti. I suoni sono caldi e ampi, mentre la batteria scandisce i ritmi adatti a infondere ancora più quel senso di oscurità che avanza; gli effetti space dal canto loro donano quel quid in più. La produzione volutamente minimale fa sì che l'ascolto sia il più vivido possibile, quasi live, e infine l'evidente qualità del complesso strumentale è un ulteriore elemento che rende "Gathering" un disco che va di diritto fra le migliori uscite di questo 2010.

Amate le sonorità scure? I gruppi citati nel testo rientrano nei vostri ascolti? In tal caso non potete assolutamente evitare che gli Horse Latitudes vadano in collisione con le vostre orecchie, sarebbe davvero un peccato non goderseli.

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