House By The Cemetary - Rise Of The Rotten | Aristocrazia Webzine

HOUSE BY THE CEMETARY – Rise Of The Rotten

Gruppo: House By The Cemetary
Titolo: Rise Of The Rotten
Anno: 2021
Provenienza: Svezia
Etichetta: Pulverised Records
Contatti: Spotify
TRACKLIST

  1. Rise Of The Rotten
  2. Contagious Madness
  3. Crematory Whore
  4. Defleshed By The Seasons
  5. A Morbid Scent
  6. Into The Murky Depths
  7. Eaten By The Horrid
  8. The Wretched One
  9. March Of The Undead
DURATA: 30:20

Non provo nemmeno a contare le volte che abbiamo parlato di Rogga Johansson negli anni, per dare l’idea di quanto il chitarrista svedese sia prolifico basta dire che nel solo 2021 gli House By The Cemetary sono la terza sua band che passa da queste parti (dopo la collaborazione con Paul Speckmann dei Master e i Furnace) a fronte di qualcosa come una dozzina di album dati alle stampe. Ok, la pandemia deve aver lasciato al caro vecchio Roger un sacco di tempo per le mani, ok accettare l’invito di Kam Lee ad entrare nei Massacre per la loro ennesima reunion, tutto giusto e tutto bello, ma quanto senso può avere pubblicare dodici o più opere in meno di un anno solare? Spoiler: molto poco.

House By The Cemetary è l’ennesimo progetto creato ad hoc per permettere a Rogga di suonare con amici vicini e lontani, in particolare il batterista Matthias Fiebig, già suo complice di lunga data nei Paganizer e nei Bloodgut, e il cantante dei Monstrosity Mike Hrubovcak. Come sempre siamo quindi davanti a musicisti che sanno il fatto loro e il cui pedigree non può essere messo in discussione, ma come tante, troppe volte ultimamente il prodotto finito non va oltre l’esercizio di stile.

HM-2 a cannone, gorgoglii e un tupa-tupa che puzza di cadavere non sono sufficienti a elevare Rise Of The Rotten all’interno di un panorama che nel 2021 è eufemistico definire affollato, per quanto l’album in sé sia formalmente ineccepibile e pure discretamente divertente. Di buono c’è che qui il songwriting è più ispirato rispetto ad altre cose recenti cui Johansson ha preso parte, e si sente che la musica è il prodotto di tutta la band e non soltanto di uno dei tre membri: le strutture sono dinamiche, il bilanciamento tra riff, blast beat e urla è perfetto e l’atmosfera old school che permea il disco è quasi commovente. Peccato che finisca tutto qui.

House By The Cemetary non solo paga omaggio a uno dei lungometraggi più famosi dell’intramontabile Lucio Fulci, ma paga anche dazio a una formula sentita e risentita, che ogni tanto fa sempre piacere riascoltare, però va da sé che quando pubblichi dodici album tutti uguali in un anno diventa difficile giustificarli, perché sono semplicemente troppi. Mettiamola così: Rise Of The Rotten è una delle cose migliori cui Johansson abbia lavorato in tempi recenti, è un po’ meglio dei Furnace, dell’ultima collaborazione con Speckmann e anche dei Necrogod e degli Eye Of Purgatory, dei Formaldehydist e dei Grisly, sicuramente degli Heir Corpse One e dei Dead Sun… Tuttavia non è che sia poi così diverso.

Quando un artista inonda il mercato di album discreti, penso sempre che possa aspettare un attimo, scremare un po’ e pubblicare la metà delle cose, sintetizzando gli spunti migliori. Capisco che per Johansson l’obiettivo sia quello di suonare con gli amici, e di amici ne ha tanti e un po’ ovunque, però non sono convinto che scrivere e pubblicare lo stesso disco a ripetizione, per quanto cambiando leggermente qualche sfumatura qua e là, sia una buona idea. E quindi nel 2021, se cerco del death metal che omaggi Lucio Fulci, beh, ascolto i Fulci.