Hraesvelgr - Hraesvelgr

HRAESVELGR – Hraesvelgr

Gruppo: Hraesvelgr
Titolo: Hraesvelgr
Anno: 2021
Provenienza: Svezia
Etichetta: NSM Prod
Contatti: Youtube  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Brunnen
  2. Transmagi
  3. Havet Bortom Tiden
  4. Askträdets Barn
  5. Seger
DURATA: 35:12

I loschi figuri di NSM Prod tornano con la loro terza pubblicazione: è il turno degli svedesi Hraesvelgr, di cui si sa ancora meno che dei loro compagni di etichetta Goatvöid Holokäust. L’unica cosa che ci è data conoscere è che si sono formati nel 2006, sono andati incontro a varie vicissitudini, basano la propria musica su un immaginario fatto di natura e mitologia e Hraesvelgr è il loro primo album.

Seppur uscito a inizio ottobre, in vinile ultralimitato a cento copie, pare che la registrazione risalga in realtà al lontano 2007, quando usciva il primo iPhone ed Elisabetta II diventava (già) la sovrana più vecchia della storia del Regno Unito. I Nostri si dedicano a un black metal molto melodico, con riff epici, blast beat e vari altri elementi dalla tavolozza monocolore del genere, inclusa una voce molto vicina ai canoni DSBM. Lamenti strazianti e urlati, ai limiti dell’intelligibile anche per via della lingua svedese: testi senza spazi né tempi definiti, una sorta di contemplazione del mondo nella sua essenza intangibile.

Ad aprire le danze è “Brunnen”, che però non convince pienamente per il suo motivo portante forse un po’ naive e — passatemi il termine — ingenuotto; quattro minuti che scorrono senza momenti di particolare rilevanza e che si chiudono con un coro di voci operistiche. Discorso simile, ma con risultati leggermente migliori, per la successiva e lunga “Transmagi”, nonostante lo stacco centrale a cui faccio fatica a trovare un senso.

Giro di boa con la strumentale “Havet Bortom Tiden”, con vaghi richiami ai toni di chitarra delle due “Decrepitude” di Filosofem, e per fortuna arrivano “Askträdets Barn” e “Seger” a risollevare le sorti di un lavoro che pecca perlopiù in termini di varietà compositiva. Niente che faccia urlare al miracolo, ma decisamente un paio di gradini più in alto rispetto agli inizi: più aggressività e meno ricorso a melodie spesso banali, oltre a certi momenti in cui il basso passa piacevolmente in primo piano e quel po’ di effettistica dona un piglio cosmico di tanto in tanto.

Gli elementi per dare un giudizio significativo sui Hraesvelgr come band sono purtroppo insufficienti: se davvero il disco è stato composto e registrato poco dopo la formazione della band, è normale che la vena compositiva non fosse particolarmente ricca, allo stesso tempo non è possibile sapere se gli scandinavi siano maturati col tempo dato che anche le loro singole identità sono segrete. Hraesvelgr in sé è invece un’opera senza infamia e senza lode, diretta più che altro agli aficionado del genere.