HULDUEFNI / i AM esper / PALEOZOIC / SATANATH – Aliens Vs Dinosaurs

HULDUEFNI / i AM esper / PALEOZOIC / SATANATH – Aliens Vs Dinosaurs

 
Gruppo: Hulduefni / i AM esper / Paleozoic / Satanath
Titolo: Aliens Vs Dinosaurs
Anno: 2015
Provenienza: Portogallo / U.S.A. / Bielorussia / Russia
Etichetta: Symbol Of Domination Productions
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TRACKLIST

  1. Hulduefni – Alien: The Beginning
  2. Hulduefni – Parallel Dimensions
  3. Hulduefni – Greys Walking Through The Hangar
  4. Hulduefni – Intergalactic Space
  5. i AM esper – Cosmic Dreams
  6. i AM esper – Cosmic Death I
  7. i AM esper – Cosmic Death II
  8. Paleozoic – Profound
  9. Paleozoic – Live Clots
  10. Paleozoic – More Plowed Fields
  11. Paleozoic – Immobility, Indifference And Toughness
  12. Satanath – Kolaptos
  13. Satanath – Upapt Norri
  14. Satanath – Satnagor
  15. Satanath – Sartunam
  16. Satanath – Um Moktud
  17. Satanath – Darrlao
  18. Satanath – Sotekius
DURATA: 2:38:29
 

Prima di iniziare a parlare di questo lavoro, penso sia necessario fare una premessa che va oltre l'analisi della musica in sé. Sono dell'idea che esistano vari livelli di uscite e per questo motivo un demo autoprodotto avrà un valore diverso da un album ufficiale; allo stesso modo un artista dovrebbe essere in grado di capire se abbia abbastanza esperienza per tentare il level up, quindi le possibilità per produrre qualcosa di più importante, senza rischiare di fare il passo più lungo della gamba. Questo pericolo si presenta in particolare quando i musicisti decidono di proporre qualcosa di veramente particolare, in qualche modo differente dalle solite uscite.

Veniamo quindi ad "Aliens Vs Dinosaurs", split tra ben quattro realtà di varie nazionalità che casca in pieno in questa trappola; prima di esaminare i brani, è giusto dare uno sguardo alla forma dell'album. Sappiamo bene che giudicare un libro dalla sua copertina conduce spesso a pregiudizi errati, tuttavia in questo caso il lavoro grafico sembra suggerire un contenuto che non vuole prendersi troppo sul serio; faccio un po' fatica a immaginarmi un'uscita di questa natura che vaghi tra Dark Ambient, Noise, Drone e generi simili, personalmente sono però sempre aperto ad artisti capaci di stravolgere le aspettative. La caratteristica che mi turba più di tutte in realtà è la durata, che supera ampiamente le due ore e mezza: da queste parti si dice che lo scherzo è bello quando dura poco, ma anche se si trattasse di qualcosa di più impegnato sarebbe necessaria una certa abilità per poter intrattenere l'ascoltatore in tutto questo tempo. Dalle parole spese finora avrete sicuramente intuito che i musicisti in questione hanno leggermente esagerato.

Lasciando un attimo da parte il fatto che più di mezz'ora ciascuno è decisamente troppo, andiamo ad analizzare il contributo di ognuna delle quattro realtà in gioco. La prima in ordine è Hulduefni, rappresentante portoghese della fazione aliena che si destreggia con la propria chitarra in una sorta di Drone-Noise, spesso tendente a un Black Metal dissonante. Il suo operato è discreto, non del tutto convincente nelle fasi disarmoniche più vicine al Metallo Nero (con tanto di scream) ma comunque in grado di creare buone atmosfere psichedeliche e spaziali, come accade nella prima traccia. Un po' penalizzato da alcune scelte ingenue e poco coinvolgenti che si protraggono senza particolari spunti di interesse, non riesce ad andare oltre una mera sufficienza, dimostrando allo stesso tempo di avere alcuni aspetti positivi.

Subito dopo incontriamo i AM esper, progetto di cui già ci parlò Bosj qualche anno fa, decantandone le ottime abilità; anche in questa occasione l'Americano si distingue per le proprie qualità, risultando qualche spanna sopra i suoi colleghi. L'effettistica si fa sempre più aggressiva, passando di brano in brano, partendo dalle sensazioni eteree e vagamente Post-Rock di "Cosmic Dreams", attraverso il vuoto ricreato dai droni ossessivi della prima parte di "Cosmic Death" e sfociando in una lunga sessione di rumorismo sperimentale nella seconda. Justin Palmieri, unica mente dietro tutto ciò, gestisce con maestria queste (lente) variazioni di stile e si conferma un ottimo artista.

Il secondo disco è dedicato ai dinosauri e si apre con Paleozoic, il cui nome indica chiaramente la passione per la preistoria; chiuderemo un occhio sul fatto che durante quell'era geologica i famosi rettili non fossero ancora presenti sulla Terra. Il Dark Ambient del progetto bielorusso è paludoso e arcano, adatto ai misteri di un periodo di cui a fatica riusciamo a ricostruire l'aspetto; sembra realmente di poter osservare un mondo in cui l'essere umano non ha ancora fatto la propria comparsa. I quattro brani proposti presentano molte fasi profonde e cupe, alternate a qualche momento più luminoso, senza per questo allentare la tensione; al di là di qualche lungaggine eccessiva che pesa maggiormente a causa del contesto in cui è inserita, il suo contributo è sicuramente sopra la media.

A chiudere il tutto tocca a Satanath, nome per niente nuovo sia per l'etichetta omonima che per la recensione a cura del sottoscritto di "Deep Universe Vacuum". Il Russo tende a mettere le mani su tutto ciò che gli capita a tiro, passando da atmosfere Dark Ambient a sintetizzatori ed effetti di stampo più elettronico, inserendo in più occasioni qualche elemento ritmico che spesso sfiora o addirittura si addentra in territori EDM. Le sette tracce suonano abbastanza inconsistenti, senza una meta ben precisa e con troppa carne al fuoco, che nel complesso risulta insipida; inoltre non vedo il motivo di rifarsi al tema dei dinosauri quando l'unico vero riferimento a queste creature mi sembra "Upapt Norri", sulla quale però preferirei non spendere parole.

In definitiva, "Aliens Vs Dinosaurs" non è un lavoro pienamente soddisfacente, qualitativamente altalenante a causa delle differenti abilità dei musicisti coinvolti e con una durata esagerata, assolutamente non giustificata dal contenuto musicale. Sinceramente, nonostante diversi momenti positivi, faccio fatica a trovare il senso di questa uscita.

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