HUMANITAS ERROR EST – Human Pathomorphism

 
Gruppo: Humanitas Error Est
Titolo: Human Pathomorphism
Anno: 2016
Provenienza: Germania
Etichetta: Satanath Records / Black Plague Records / Abstruse Eerie Radiance
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TRACKLIST

  1. Destroyer Of World
  2. Quod Homo Appellatur Morbus Est
  3. Pain Feeder
  4. Jagdzeit
  5. My Sexual Benediction
  6. Raping Religions
  7. One Piece Human
  8. Die Macht Deines Glaubens
  9. Skinning Alive
  10. Bestial Penetration
  11. Human Pathomorphism
DURATA: 39:27
 

«I am become Death, the destroyer of worlds» recita l'incipit affidato alle parole di Oppenheimer, il padre della bomba atomica. Di certo gli Humanitas Error Est non soffrono dello stesso senso di colpa che attanagliava il fisico teorico, anzi si può dire che per loro questa frase sia una dichiarazione di intenti. Quindi mi dispiace, anche questa volta niente fiori, farfalle, pace e amore su Aristocrazia!

Gli Humanitas Error Est vengono dalla Germania e suonano black metal ispirato a quello che band come Dark Funeral e Setherial hanno proposto al tramonto degli anni '90. A questo punto dovrebbe essere chiaro al lettore che ai Tedeschi piacciono i blast beat a cascata, i ritmi veloci e le invettive perverse contro l'umanità. Le tracce esplodono come bombe a grappolo, facendo schizzare rasoiate chitarristiche in ogni direzione, in un turbinare di riff velocissimi ed efficaci eseguiti da una band che non conosce fatica. Nessuna pausa tra un brano e l'altro: l'ascoltatore deve soffrire dall'inizio alla fine, anche quando i ritmi si fanno più cadenzati e le atmosfere si rabbuiano ulteriormente, diventando profondamente maligne (ad esempio alcuni momenti di "My Sexual Benediction" e "One Piece Human"), dove il gruppo riesce a mantenere la coesione dei pezzi senza perdersi per strada neanche un attimo. Volevate un momento per respirare? Premete il tasto «pausa», oppure arrivate in fondo a questi quaranta minuti scarsi. Fidatevi, non sono poi così tanti.

"Human Pathomorphism" fa male, sin dalla produzione brillante, che risplende come la superficie di una lama sporca di sangue fresco, fino ai musicisti che possiedono la tempra adatta a sopportare la prova dei ritmi serrati. Le composizioni sono dirette e focalizzate sull'obiettivo, ed è questo andare dritti a tutti i costi senza l'ombra di alcun dubbio, senza un attimo di ripensamento, ciò che rende il lavoro così valido.

Chi ama il black metal sparato a velocità supersoniche dovrebbe aver già aperto uno dei collegamenti qui a fianco incuriosito. Chi al contrario invece riesce a farsi conquistare da questo tipo di sonorità solo una volta ogni tanto (come il sottoscritto), potrebbe darci un ascolto, magari è proprio questa la volta buona.

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