HYPERIAL – Industry

 
Gruppo: Hyperial
Titolo:  Industry
Anno: 2012
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Of Concrete And Ash Age
  2. Rotted Society
  3. Toxic Secretion Of Being
  4. Industry
  5. MMXII-MMXXX
  6. The Eternal Paradise Of The Illusion
DURATA: 23:04
 

I polacchi Hyperial li avevamo incontrati due anni fa, era il 2010 e avevano da poco pubblicato il loro primo album "Sceptical Vision". Siamo nel 2012, la formazione è rimasta pressoché simile, l'unico cambio è avvenuto dietro le pelli con l'entrata definitiva di Bocian (Thempest) e il sound ha mantenuto le coordinate che avevano dato vita a quel disco.

La novità, se così la si può definire, la si riscontra in una evoluzione del songwriting adesso più fluido e adeguato ad amalgamare le varie inflessioni stilistiche, è infatti ancora una volta un connubio di death/black ad ampio respiro sinfonico/elettronico e tendenze progressive ciò che viene incluso nei sei pezzi di "Industry".

Il titolo del mini non è di certo casuale, l'aura moderna e industrializzata domina e pervade le tracce che assecondandone gli sviluppi mettono di volta in volta in mostra le varie doti in possesso degli Hyperial, capaci di assestare melodie piacevoli e assoli di buon gusto, bello quello contenuto in "Toxic Secretion Of Being" che poi si conclude in modalità acustica.

Di canzone in canzone verranno evidenziate le note positive ascoltate come l'indovinato suono metallico del basso di Artur che va a rafforzare l'operato delle tastiere a cura di Aneta, mentre i sintetizzatori a metà fra il futuristico e le atmosfere black più classiche si espandono e sorreggono le infiammate sessioni in cui il blastato e il cantato in growl di Gronchu infieriscono impietosamente, insomma è tutto molto ben organizzato.

I più critici potranno asserire che vi sia tanto dei Behemoth, che un paio di soluzioni utilizzate in passato dai Keep Of Kalessin, aggiungerei in maniera scandalosa visti i risultati ottenuti, si possano riscontrare, e che di certo altri nomi potrebbero sobbalzare alla mente, qualcuno potrebbe asserire i Meshuggah e forse qualche cosuccia qua e là v'è pure, ciò che più importa è che canzoni come "Rotted Society" e "The Eternal Paradise Of Illusion" — non vorrei sbagliarmi, ma quest'ultima dovrebbe essere la versione rinfrescata di quella pubblicata nel demo del 2007 con lo stesso titolo — rappresentano una maturazione e un piano di crescita ben delineato negl'intenti da parte dei polacchi.

All'interno di questo quadro il batterista Bocian ha un ruolo fondamentale, la sua prestazione martellante e dinamica dona spessore e imponenza al platter e insieme alla produzione ancora una volta molto buona, forse quella dell'album era anche più cristallina, riprova che gli Hyperial i mezzi per farsi apprezzare li posseggono eccome.

Chi abitualmente ama avere nel lettore prove di stampo estremo sinfoniche dovrebbe dare una possibilità sia a "Sceptical Vision" che a "Industry" tenendo d'occhio questi ragazzi, nel loro non inventare niente di nuovo stanno lavorando e continuando a regalarci buona musica e questo è ciò a cui teniamo davvero.

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