HYPNOS 69 – Legacy

 
Gruppo: Hypnos 69
Titolo:  Legacy
Anno: 2010
Provenienza:   Belgio
Etichetta: Elektrohasch Records
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TRACKLIST

  1. Requiem For A Dying Creed [Movimenti: I – Within The Spell; II – Visions / Within The Spell (Reprise); III – A Requiem For You]
  2. An Aerial Architect
  3. My Journey To The Stars
  4. The Sad Destiny We Lament
  5. The Empty Hourglass
  6. Jerusalem
  7. The Greatwork [Movimenti: I – Nigredo: Corruption, Dissolution, Individuation; II Albedo: Purification, Burnout Of Impurity, The Moon, Female; III – Citrinitas: Spiritualisation, Enlightenment, The Sun, Male; IV – Rubedo: Unification Of Man With God And The Limited With The Unlimited]
DURATA: 01:12:32
 

Chiunque segua il movimento rock psichedelico spero si sia imbattuto per un motivo o per un altro in questo notevole gruppo belga: gli Hypnos 69. Attivi da una decade e più, hanno sfornato opere spettacolari sino al 2006, quando con "Electric Measure" sembrava fosse giunto il momento del loro addio. Per fortuna ciò non è avvenuto in forma definitiva e si è trattato solo di una pausa, per rientrare quest'anno a tutti gli effetti nel roster della Elektrohasch, che li aveva prodotti nelle ultime due uscite. Ora si ripresentano ai fan e agli appassionati in genere con l'ennesimo album che rasenta il capolavoro: "Legacy".

La classe non è acqua ed è inutile girarci intorno, ci sono musicisti che hanno nel sangue l'ispirazione e la composizione, questo è il caso della formazione belga, che sfoggia una prestazione fantastica sotto qualsiasi punto di vista. Gli anni Settanta sono il motore su cui il mondo musicale degli Hypnos 69 è imperniato, la scuola di Pink Floyd, Hawkwind e King Crimson, mentre in certi frangenti noterete come un'aura Jethro Tull avvolga le tracce; esempi che non vengono clonati, ma a cui viene data anima vibrante che colpirà in maniera istintiva il cuore di chi è profondamente innamorato di tali ascolti senza far pensare a un semplice revival. Non sono gente che copia gli Ac/Dc, questi signori possiedono carisma e personalità da vendere.

I settantadue minuti in questione, di una grazia e maestosità impressionanti, racchiudono evoluzioni jazz, chitarre heavy e una scansione dell'universo emozionale ricca di gamme e colori rappresentati dalle costanti variazioni di atmosfera, le quali assemblano all'interno di "Legacy" un piano dimensionale su cui la musica è libera di muoversi priva di alcun legame forzato.

Intrufolarsi in una descrizione traccia per traccia sarebbe un atto dovuto, ma dilungherebbe un discorso che se intrapreso e sviluppato nei suoi minimi dettagli diventerebbe davvero molto (troppo) esteso. Non è neppure possibile scegliere una traccia rispetto a un'altra: esistono casi come il suddetto dove non si potrebbe vivere e respirare una certa atmosfera se tutti gli anelli della catena non risultassero ben allineati e presenti, dando un contributo fondamentale a una ruota che dal primo all'ultimo secondo non smette di girare, creando caleidoscopiche esaltazioni di pensiero.

La presenza dell'hammond e del korg quanto quella del sassofono non sono limitate al ruolo di orpello occasionale come spesso accade: chi conosce tale stile sa che qualsiasi strumento vi entri a far parte diventa un tassello senza il quale l'opera perderebbe un po' del proprio valore. Non c'è nulla che si possa ritenere irrisorio in un gioco fatto d'incastri sfuggenti e sensazioni.

"Legacy" è un album intensamente spirituale, un percorso che come già potrete intendere dai titoli assegnati ai brani ripercorre un sentiero illuminante, fatto di citazioni (ne troverete una di Hermetes Trimegistus all'interno del digipak e un'altra di Einstein a dar corpo al testo di "An Aerial Architect"), un suono espressamente etereo con particolare attenzione ai fraseggi più riflessivi e malinconici e un'affascinante serie di scelte sonore intriganti che lo rendono variegato, scongiurando così la parola monotonia, che si prende un bel calcio in culo. Un disco insomma da comprare a scatola chiusa, ma ne ero sicuro già prima di possederlo, dati i trascorsi meravigliosi in compagnia dell'arte degli Hypnos 69, e ne sono ancora più saldamente convinto adesso che ho potuto apprezzarlo e girarmelo fra le mani. A voi non resta che farlo vostro, tramite Internet o il negoziante di fiducia. E nel caso in cui non conosciate ancora la band, direi che è arrivata proprio l'ora di farlo, perché non sapete cosa vi siete persi fino a questo momento!

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