HYPNOS – Hypnos

 
Gruppo: Hypnos
Titolo: Hypnos
Anno: 2014
Provenienza: Svezia
Etichetta: Crusher Records
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TRACKLIST

  1. Hands Of Evil
  2. Hypnos
  3. Nightmares
  4. Moving Too Fast
  5. The Mountain
  6. Invaders
  7. Abracassus
  8. How To Handles Madness
DURATA: 34:29
 

Gli svedesi Hypnos fanno parte delle band supportate dall'etichetta connazionale Crusher Records. Il quintetto di Göteborg composto da Philip Lindgren (voce), Oskar Karlsson (chitarra), Fredrik Bäckström (chitarra), Anton Frick Kallmin (basso) e Lasse Ekelöf (batteria) appartiene a quella schiera di gruppi che propone un sound retrò particolarmente curato, tanto da rendere vivida la sensazione che la decade settantiana dalla quale traggono ispirazione riviva appieno nelle note e nell'animo in possesso dei brani. È impossibile difatti non accorgersi delle evidenti influenze di artisti come i primissimi Judas Priest, Iron Maiden e i Jethro Tull nella stupenda apertura affidata alla emozionante "Hands Of Evil", adornata dall'ingresso del flauto.

Se quelle tre grandi realtà vi sembrano una buona base dalla quale partire per dar vita a qualcosa di veramente piacevole, ascoltando la traccia che dà il titolo al disco potrete incrociare echi dei Deep Purple della Mark II accoppiati ancora una volta all'irruenza giovanile che caratterizzava l'era Di Anno della «Vergine Di Ferro», mentre nella semi-ballata dai toni dolciastri e dinamicamente intrigante "Nightmares" ci mette lo zampino lo stile sopraffino dei loro più odierni e conosciuti compatrioti Graveyard. Immagino che dopo aver letto tutto ciò vi sia sicuramente passato per la testa il pensiero che questi scandinavi stiano continuamente omaggiando o pescando a piene mani da altri ed è vero, non posso nasconderlo. È però altrettanto realistico parlare di una prestazione che si esprime con naturalezza, apprezzando e godendo di ciò che è stato in passato, avendolo fatto proprio, e che al tempo stesso dimostra quanto i musicisti in questione siano abili nel riproporlo in maniera tale da risultare gradevolissimo all'udito, allontanando la disdicevole sensazione da «cover in corso» che capita do ricevere nell'approcciare uscite similari.

All'interno dell'album non vi sono buchi né tracce da saltare a piè pari: l'incedere esplosivo di "Moving Too Fast", la brillantezza e le armonie di "The Mountain" (precedentemente rilasciata in qualità di singolo) e della thin-lizziana "Abracassus", l'heavy-rock sanguigno di "Invaders" e il dirompente sfogo finale lasciato nelle mani di "How To Handle Madness" completano la buonissima prova di esordio di un gruppo che difficilmente troverà ostacolo nell'attirare le simpatie degli appassionati e che sarebbe seriamente il caso di gustarsi dal vivo.

"Hypnos" è un debutto da ascoltare e riascoltare, non potrà sostituire i lavori degli storici pilastri musicali citati nel testo, tuttavia nel caso sentiste il bisogno di inserire nel lettore un album in possesso del giusto groove e che sia in grado di infondervi una dose di carica aggiuntiva, prendete in considerazione l'opera di questi Svedesi, perché non ne rimarrete delusi.

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