HYRGAL – Serpentine

 
Gruppo: Hyrgal
Titolo: Serpentine
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Les Acteurs De L'Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. L'Appel
  2. Mouroir
  3. Till
  4. Représailles
  5. Aux Diktats De L'Instinct
  6. Rite
  7. Etrusca Disciplina
DURATA: 36:28
 

Per la seconda settimana consecutiva, Aristocrazia mi porta in Francia e più precisamente in Costa Azzurra, per parlare degli Hyrgal: è piuttosto difficile, però, immaginare i tre francesi a fare la bella vita nella rinomata regione d'Oltralpe, dato il loro black metal piuttosto intransigente e senza troppi compromessi. Creatura del cantante e chitarrista Clément Flandrois dormiente per circa sei anni (data la sua militanza nei più noti Svart Crown), il ritorno all'ovile del musicista è il pretesto per dare alla luce "Serpentine", inizialmente uscito lo scorso autunno e ristampato da Les Acteurs De L'Ombre Productions (LADLO per gli amici) a dieci anni esatti dal primo e unico demo della formazione.

In un universo piuttosto sfaccettato e di indubbio valore qual è la scena estrema francese, "Serpentine" va a ritagliarsi un discreto spazietto, lontano dalla proposta destrutturata dei Deathspell Omega, tanto per citare degli illustri connazionali, prediligendo un approccio più quadrato ma non per questo monotono: certo, le sferzate gelide e i blast beat sono elementi fondamentali che, insieme ai testi intrisi di morte, decadenza e quant'altro, ci trasportano ben lontano dalle serene passeggiate con vista mare di Nizza o Marsiglia, ma Flandrois e compagnia hanno molto più da offrire. Già a partire dall'intro dai suoni naturalistici e strumenti folkeggianti si intuisce, infatti, una certa profondità a livello di arrangiamenti, come dimostrato anche da "Rite", intermezzo di stampo ritualistico e quasi sperimentale.

Per il resto sia la voce, più calda, sporca e rabbiosa di uno scream tradizionale, che certi passaggi più lenti e/o cadenzati (come in "Aux Diktats De L'Instinct", tra i più bei momenti del lotto) conferiscono uno spiccato dinamismo al lavoro, che tocca spesso e volentieri lidi post- vicini ad altre realtà come Mgła e simili, grazie anche a un comparto ritmico sempre solido e che bilancia perfettamente le fredde chitarre anche in termini di temperatura, passatemi il termine: il basso di Quentin Aberne sta sempre nelle retrovie tuttavia basta prestare un minimo di attenzione per avvertire benissimo la sua presenza, come un'entità rassicurante a cui rivolgersi in momenti di smarrimento (anche se, volendo dare a Cesare quel che è di Cesare, le melodie di Aberne sono a tratti tutt'altro che banali). La qualità media si mantiene su buoni livelli per tutta la durata del disco, fino alla sua conclusione con "Etrusca Disciplina", dalle tematiche metafisiche legate al popolo italico, che appone il giusto sigillo con i tre ragazzi sugli scudi e un notevole lavoro di Emmanuel Zuccaro dietro le pelli: una perfetta sintesi di quanto proposto, tra sentite chitarre soliste, furia cieca, mid-tempo e un finale di intensità via via crescente.

Non sappiamo se l'uscita di Flandrois dai comunque più che validi Svart Crown sia stata la scintilla che ha innescato il ritorno degli Hyrgal, ma non possiamo che essere contenti di questo loro primo, vero lavoro: "Serpentine" è un'opera di indubbio valore, una bella scoperta e l'ennesima dimostrazione dello stato di salute del panorama estremo francese.

 

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