I AM ESPER – When The Sun Sets Over The Wilderness, And The Trees Rattle In The Growling Winds

 
Gruppo: i AM esper
Titolo: When The Sun Sets Over The Wilderness, And The Trees Rattle In The Growling Winds
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Mandarangan Recordings
Contatti: Facebook  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Amber Skies Glow
  2. The Voice Of The Cosmos Part I
  3. When The Sun Sets Over The Wilderness, And The Trees Rattle In The Growling Winds
  4. The Voice Of The Cosmos Part II
DURATA: 41:22
 

Più un genere musicale è minimale, più è difficile parlarne, riuscendo a descriverne compiutamente le sfumature e i dettagli, i piccoli, minuti accorgimenti che separano un'opera che ha ragion d'essere da un mero esercizio di stile. Quando ci si bagna nel mare magnum del drone e dell'ambient, poi, stante l'incalcolabile numero di stili, correnti, rimandi e ispirazioni, l'impresa assume contorni ancora più ampi. Dovrete quindi perdonarmi se non sarò in grado di essere esauriente parlandovi di i AM esper, progetto dietro cui si nasconde il solo e unico Justin Palmieri, dalla sua cameretta nel New Jersey. Questa creatura, nata appena quattro anni fa, ha già all'attivo una miriade di nastri e cd-r autoprodotti o stampati e distribuiti da etichette tra il piccolo e il microscopico, di cui questo "When The Sun Sets Over The Wilderness, And The Trees Rattle In The Growling Winds" non è che un esempio.

Il cd-r uscito sotto Mandarangan è un ottimo biglietto da visita: il ragazzo ci sa fare, molto, e riesce in quattro e quattr'otto a strutturare quattro brani di lunghezza variabile, ma sempre elevata (siamo tra gli otto e i quattordici minuti l'uno), tuttavia a rendere l'ascolto di una leggerezza e scorrevolezza incredibili. In un genere come l'ambient-drone, per di più di matrice dichiaratamente «impro», risultati simili sono soliti di chi alle spalle ha carriere ben più lunghe e blasonate. Quaranta minuti e oltre, tutti di chitarra ed effettistica dai tempi estremamente lenti e dalle variazioni pressoché inesistenti, e alla fine mi ritrovo a schiacciare «play» una volta di più. Sarò azzardato, ma qui siamo dalle parti di un Aidan Baker meno rumoristico e più intimista, di un Jon Porras che dai deserti americani si sposta al limitare delle periferie urbane, lo sguardo rivolto al verde del Jersey e della Pennsylvania; ai grandi spazi e alle solitudini tipiche dell'ambient che fa della natura la propria ispirazione principale, si aggiunge una nota più calda, più umana, proprio da cameretta del NJ.

È difficile dare coordinate più oggettive per descrivere una musica che è a tutti gli effetti un flusso di coscienza emozionale, che va ascoltata a occhi chiusi per scoprire fin dove è in grado di trasportare. La creazione di Justin Palmieri è una piccola meraviglia atmosferica: se siete in cerca di un sottofondo su cui cullare i vostri pensieri più intimi e trasognati, ecco che l'avete trovato.

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