I THE UNLORD – Praise The Most Dead

I THE UNLORD – Praise The Most Dead

Informazioni
Gruppo: I The Unlord
Titolo: Praise The Most Dead
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/itheunlordmosh
Autore: Mourning

Tracklist
1. Lotus Eaters: The Brotherhood Of Intoxication
2. Taste Of Dark Matter
3. 1000 Gallons Of Piss Turn into Gold
4. I Am Permanence
5. Deadwood
6. Beating A Dead Horse
7. Wrong-Eyed Sleeper
8. On Giants Neck
9. Heretic Nerd
10. Praise The Most Dead

DURATA: 44:52

Una volta c’era Myspace, adesso Bandcamp, se uno vuole realmente cercare e trovare musica con la quale dilettarsi o scoprire band nuove i mezzi non mancano e proprio in uno dei tanti giri fatti su quel sito mi sono fortuitamente imbattuto nei tedeschi I The Unlord. Dopo averne ascoltato un paio di tracce e averli contattati su Facebook, i musicisti si sono resi subito particolarmente disponibili nei miei confronti e per questo li ringrazio, così ho ricevuto il demo omonimo e una copia promozionale in cd-r del loro primo album “Praise The Most Dead”, uscita che è stata stampata unicamente in vinile.

La band rientra nel campo delle autoprodotte, ma ha dalla sua l’esperienza di artisti ormai rodati quali sono Thomas “Tom” Huschka (ex bassista dei Deadlock) e Tobias Buck (chitarrista da sempre nei Neaera) e idee ben chiare per ciò che riguarda la direzione sonora intrapresa. Sia il demo che l’album mostrano in maniera cristallina una formazione dedita a pachidermici influssi sludge, alla quale piacciono senza dubbio le frizioni dell’hardcore ruvido e che atmosfericamente non intende piegarsi a nessun tipo di positività: ciò che avvolge le tracce è un assoluto grigiore.

L’album è un mix fra presente e passato, troviamo al suo interno canzoni che hanno fatto parte della base primordiale, alla quale è stata data una sostanza ancora più robusta e affinata (“I Am Permanence”, “On Giants Neck” ed “Heretic Nerd”) e una serie di brani che convincono senza mezzi termini. La cattiveria in stile bulldozer del cantante Rene Wichmann impregna le tracce, spadroneggiando soprattutto nella seconda parte della scaletta — nella quale sensazioni come l’avvilimento e la prostrazione dinanzi a una natura incorruttibile sono nette, penso a una “Wrong Eyed Sleeper” quanto alla titletrack posta in coda — e che viene potenziata dall’intervento di Malte Seidel, poderoso uomo dietro al microfono degli altrettanto bravi Black Shape Of Nexus, compagine già recensita dal sottoscritto, che corrode e randella sonoramente con la sua acidità profonda in “Beating A Dead Horse”. Gli I The Unlord sono come combustibile che attende la fiamma per esplodere e una volta accesi non c’è modo di fermarli.

La produzione, della quale si è occupato come al tempo di “I The Unlord” Alexander Björn Dietz presso i Chemical Burn Studios, sostiene l’istintività grezza e priva di fronzoli che scorre nelle vene del disco, è brillante eppure cupa e compatta.

Amate distruggervi con i Crowbar e i Disembodied? Vi piacciono i Coalesce e non disdegnate roba cervellotica alla Neurosis? In “Praise The Most Dead” avrete modo di riscontrare un po’ di ognuna di queste realtà, un’occasione da non lasciarsi scappare. Continuando di questo passo il nome degli I The Unlord rimarrà nel settore autoproduzioni ancora per poco. Una domanda sorge quindi spontanea: ma le etichette dormono? Leggetevi gli articoli dedicati al lavoro dei talent scout di certe grosse case discografiche e spiegatemi come questi signori (e tanti altri) non abbiano un supporto degno, c’è da vergognarsi.

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