ICED EARTH – The Dark Saga

 
Gruppo: Iced Earth
Titolo: The Dark Saga
Anno: 1996
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Century Media Records
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TRACKLIST

  1. Dark Saga
  2. I Died for You
  3. Violate
  4. The Hunter
  5. The Last Laugh
  6. Depths Of Hell
  7. Vengeance Is Mine
  8. Scarred
  9. Slave To The Dark
  10. A Question Of Heaven
DURATA: 43:49
 

Correva l'anno 1996 quando Jon Schaffer diede i natali all'opera di mezzo del periodo d'oro della prima era Barlow. Un disco stilisticamente scarno, privo di fronzoli: "The Dark Saga"; sicuramente il più diretto della discografia degli Iced Earth, dove le venature thrash metal abbondano e il sapiente lavoro dietro le pelli di un genietto come Mark Prator fa guadagnare impatto e corposità con scelte semplici e azzeccate.

Anche la scaletta risulta varia e ben gestita, facendo sussultare sia con la romantica e dolciastra "I Died For You" che con la violenta e rozza "Violate", mentre alla trascinante "Vengeance Is Mine" tocca l'arduo (e ben riuscito) compito di tenere unito il disco e condurci verso l'ascolto della trilogia finale composta da "Scarred", "Slave To The Dark" e "A Question From Heaven", che racchiude in toto l'operato stilistico marchio di fabbrica schafferiano.

"The Dark Saga" è un unico racconto di un'anima persa che, condannata all'oscurità, riesce alla fine a ritrovare la strada che la condurrà a un'ascesa celeste. L'album in effetti è un concept ben preciso, che un passo dopo l'altro ci conduce fra le fiamme infernali tramite il dolore per un amore perso, il tradimento subito, la voglia di vendetta e le varie emozioni che tendono a portare l'Uomo verso il punto più basso della sua personalità, rendendolo privo di quella stessa umanità che dovrebbe contraddistinguerlo dalla bestia.

La prova della formazione è impeccabile, con un Barlow a dir poco stratosferico che si esibisce in tutto il suo repertorio, dallo screaming graffiato ai sussuri, voce totalmente pulita e parti rabbiose sempre calzanti e mai scontate, che invitano con piacere l'ascoltare ad accostare la propria voce alla sua. John dal canto suo viveva il periodo più ispirato (appena due anni dopo avrebbe creato quel "Something Wicked This Way Comes" da molti ritenuto suo apice compositivo) e in questa creatura dà sfogo alla parte del suo animo legata all'istintività, senza mai tralasciare dei piccoli spazi riflessivi che da sempre lo contraddistinguono.

La produzione è ideale e offre quella spinta in più (come se ce ne fosse bisogno), definendo al meglio gli strumenti con un suono di rullante perfetto e arrangiamenti — seppur minimali — curati e minuziosi, che non creano falle all'interno del lavoro.

Chi non avesse mai ascoltato un disco degli Iced Earth, iniziando con "The Dark Saga" avrebbe una visione completa e variegata di tutto quello che Schaffer è riuscito a inserire nelle sue composizioni negli ormai molti anni di carriera. Piccolo gioiello di estremo valore.

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