Idolos - Ahi Cab

IDOLOS – Ahi Cab

Gruppo:Idolos
Titolo:Ahi Cab
Anno:2020
Provenienza:Sconosciuta
Etichetta:Anthrazit Records
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TRACKLIST

  1. Prolog
  2. The Deeds Above
  3. The Summoners
  4. The Maiden And The Tree
DURATA:22:42

In mezzo al marasma di roba che arriva in redazione, capita di trovarsi tra le mani dischi concepiti da entità venusiane, creatrici di tutte le civiltà terrene e dei ex machina di quanto accade sul nostro pianeta. È questo il caso degli Idolos, formazione di «misteriosi esseri dal sangue blu, dallo spazio aperto e all’origine di tutte le civiltà». Il loro primo EP, o prima trasmissione come preferiscono definirlo, è Ahi Cab, che non sono coordinate bancarie bensì una locuzione Maya per indicare l’origine del mondo.

Ahi Cab altro non è che la narrazione del mito (o meglio, degli antefatti del mito) degli Eroi Gemelli: Hunahpu e Xbalanque, indicati dal Popol Vuh come antenati della famiglia regnante Maya. I testi sono strutturati come un copione, con un narratore e i vari protagonisti delle vicende ad alternarsi lungo i tre brani. “The Deeds Above” ha lo scopo di presentare i personaggi: da un lato Hun Hunahpu e Vucub Hunahpu, inventori del gioco della palla e rispettivamente padre e zio dei gemelli; dall’altro i vari sovrani dello Xibalbá, l’Oltretomba della mitologia Maya, ciascuno responsabile di una determinata categoria di morti (infezioni, fame, incidenti e quant’altro).

“The Summoners”, come suggerisce il titolo, narra l’invito per una sfida al gioco della palla rivolto da Hun Camé e Vucub Camé (i sovrani massimi dello Xibalbá) ai due fratelli, che tuttavia si rivela un inganno e decreta il loro sacrificio: Hun Hunhapu viene decapitato e la sua testa trasformata in un frutto dalle fattezze di un teschio, preludio ai fatti dell’ultimo brano. In “The Maiden And The Tree” la protagonista è infatti Xquic, figlia di uno dei sovrani, la quale è incuriosita dal frutto che pende dall’albero… in realtà la testa mozzata di Hun Hunhapu, che la feconda con la sua saliva. Xquic si farà quindi portatrice in grembo degli Eroi Gemelli, i quali nel tempo vendicheranno i loro parenti e risaliranno dallo Xibalbá fino al cielo, trasformandosi nel Sole e nella Luna.

Se da un lato gli Idolos mettono sul piatto una tematica sicuramente affascinante e degna di approfondimenti, dall’altro le musiche ad accompagnarla rientrano decisamente nei confini del black metal atmosferico, territorio ormai abbastanza abusato. Fatta eccezione per “Prolog”, Ahi Cab si compone di circa venti minuti di strutture in mid-tempo in cui trovano spazio qualche assolo e sezioni più delicate (“The Summoners”). Con il procedere dell’ascolto, si sviluppa un arco sonoro che sembra portare man mano a un approccio più morbido, che culmina con il blackgaze quasi arioso dell’ultima traccia.

Mentirei se dicessi che Ahi Cab è un disco mediocre, anzi. La sufficienza se la merita e le composizioni sono valide, purtroppo sono anche piuttosto ordinarie: con una tematica simile, le possibilità compositive a sostegno della stessa sono numerose. Speriamo che su Venere riescano a osare un po’ di più per la prossima trasmissione extraterrestre.

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