IDRAULIC HELL – Faxit

Informazioni
Gruppo: Idraulic Hell
Titolo: Faxit
Anno: 2011
Provenienza: Italia (Emilia Romagna)
Etichetta: SBRT Records
Contatti: FacebookMyspace
Autore: Insanity

Tracklist
1. Vespro. La Brigata Transita Al Tavolo Sotto La Quercia. La Neve Urla!
2. Nel Cielo Chiuso Di Tormenta, Le Due Lune In Lenta Processione.
3. Guardando Al Cielo Terso Per La Prima Volta. D’Un Nero Pregnante, Nulla. [Verso Un Nuovo Firmamento]
4. Guardando Al Cielo Terso Per La Seconda Volta. Astri Che Differiscono. [Verso Un Nuovo Firmamento – Reprise]
5. Guardando Al Cielo Terso Per La Terza Volta. [Faxit]

DURATA: 40:36

IDRAULIC HELL - Faxit Vengono dall’Emilia Romagna e sono dediti ad un genere per niente accessibile gli Idraulic Hell, progetto che porta lo stesso nome usato dal mastermind e che vede come altri componenti Gio e Sverd Dod. La proposta può essere descritta come un mix di Drone ed elementi che spesso e volentieri strizzano l’occhio al Black Metal più atmosferico e vicino all’Ambient. Il disco di debutto si chiama “Faxit” ed è composto da cinque tracce, di cui le ultime tre sembrano costituire una trilogia. È un album che sembra uscire da un abisso nero come la pece, i ronzii delle chitarre fanno da colonna portante per tutti i quaranta minuti del disco e vengono coadiuvati da elementi quali gli arpeggi, le urla di tortura e la presenza di un flauto nel rendere le composizioni più varie ma allo stesso tempo più alienanti. Come accade spesso in questo genere i momenti di apparente calma sono in realtà quelli più opprimenti, la prima parte della seconda traccia (non sto ad elencare i titoli, per quanto belli e calzanti, e il motivo mi sembra evidente) rende benissimo l’idea soprattutto perchè senza quasi che ce ne si renda conto si trasforma in qualcosa di altrettanto asfissiante ma nel senso opposto, è il caos a dominare in questa fase. Le melodie ossessive e disturbanti della chitarra sono un altro elemento che caratterizza in maniera evidente il sound, a tratti sembrano addirittura improvvisate come nel primo episodio della trilogia che chiude l’album. È una proposta in generale minimalista, il brano finale fa di questa caratteristica la propria forza e ciò non rende molto fruibile l’album, ma è ovvio che chi si cimenta nel genere non ha certo questo obiettivo. Nonostante ciò personalmente lo consiglierei anche a chi sta muovendo i primi passi in questo mondo, non è qualcosa di eccessivamente elitario e la relativa propensione alla melodia può aiutare ad avvicinarsi a questi ronzii.

Facebook Comments