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IHSAHN – Ihsahn

Gruppo: Ihsahn
Titolo: Ihsahn
Anno: 2024
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Candlelight Records
Contatti: Sito web Facebook Youtube Instagram Spotify Soundcloud
TRACKLIST

  1. Cervus Venator
  2. The Promethean Spark
  3. Pilgrimage To Oblivion
  4. Twice Born
  5. A Taste Of The Ambrosia
  6. Anima Extraneae
  7. Blood Trails To Love
  8. Hubris And Blue Devils
  9. The Distance Between Us
  10. At The Heart Of All Things Broken
  11. Sonata Profana
DURATA: 48:37

Quando un artista sceglie di non associare nessun titolo a una pubblicazione e si limita a usare solo il proprio nome è sempre un segnale di qualcosa di particolare, ma se l’artista in questione è Ihsahn la curiosità non può che schizzare oltre il livello di guardia. Leader degli Emperor ed elemento essenziale nella nascita del movimento black sinfonico, il buon Vegard Sverre Tveitan ha mantenuto lo pseudonimo durante la sua lunga carriera solista con cui ha dato briglia sciolta alla sua inventiva, saltando agilmente tra progressive, sperimentazione e melodie sempre difficili da catalogare.

Dopo dieci anni di Emperor, con cinque album all’attivo e quasi un ventennio di carriera solista con altri sette full length, il buon Ihsahn ci aveva graziato di due EP nel 2020, Telemark e Pharos, che si staccavano dal metal delle origini in modo tanto netto da sembrare definitivo. Quattro anni dopo ci ritroviamo invece questo Ihsahn in cui il compositore tira le fila della sua poliedrica carriera e ne cerca un principio unificante.

L’apertura è affidata a “Cervus Venator”, una breve introduzione che mette in chiaro un aspetto fondamentale che pervade l’intero disco: le orchestrazioni. Ihsahn non nasconde la sua passione per le colonne sonore ma, al posto della magniloquenza un po’ vana di tanti emuli di John Williams e Hans Zimmer che popolano la scena metal dai Nightwish in giù, qui il focus è su uno stile novecentesco debitore di Stravinskij e Holst, potente ed evocativo più che eroico, con un uso di armonie complesse ed articolate raramente reperibili in ambito metal.

Su cotanta base orchestrale si snoda una trama musicale che in parte riporta ai fasti di quel Prometheus che chiudeva la carriera compositiva degli Emperor segnando il distacco del mastermind dai canoni del black metal, e in parte travolge con un turbine di riferimenti a gente del calibro di Mahavishnu Orchestra, gli Opeth o altre espressioni tra fusion e avantgarde, complice anche la presenza su metà delle canzoni di un batterista ospite del calibro di Andersen degli Shining (i folli avant-rocker norvegesi, non i folli blackster svedesi).

L’oscurità di fondo delle canzoni è punteggiata di aperture melodiche degne della scena di Göteborg in cui Ihsahn conferma di essere un ottimo cantante a tutto tondo, mentre la produzione nitida e precisa toglie alle chitarre l’impatto tipico del metal moderno e crea un’atmosfera da film noir del secolo scorso su cui Tveitan canta i suoi consueti testi ermetici e misteriosi. Un punto di forza di Ihsahn è una compattezza asciutta nella scrittura che consegna canzoni non troppo lunghe ma piene zeppe di idee perfettamente integrate ed incastrate in un flusso costante — di nuovo, traspare l’influenza di un certo tipo di composizione sinfonica del secolo scorso.

Per non farsi e farci mancare nulla, Ihsahn è uscito anche in versione esclusivamente orchestrale per permetterci di apprezzare appieno quello che può essere definito a pieno titolo un poema sinfonico, pur soffrendo di eccessiva lunghezza nei brani, complice la mancanza di voci e strumenti solisti che davano un senso alle ripetizioni delle versioni originali. Ascolto consigliato come compendio solo dopo aver introiettato a pieno la versione “elettrica”.

Ihsahn è un album estremamente ambizioso che mi ha colpito profondamente, un ascolto sfaccettato che cresce nel tempo e non delude le aspettative. Siamo lontani dalle atmosfere dilatate di Arktis o Àmr e dalle sperimentazioni di Das Seelenbrechen, c’è poca traccia del “quasi-pop” degli EP del 2020, è un disco a cui accostarsi senza preconcetti per gustarlo al meglio. Ancora una volta, Ihsahn è garanzia di qualità e genio.