IKKADIAN – Of Alpha And Omega

IKKADIAN – Of Alpha And Omega

Informazioni
Gruppo: Ikkadian
Titolo: Of Alpha And Omega
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/Ikkadian
Autore: Mourning

Tracklist
1. Adversary
2. Lambs Before Lions
3. The Divine Will
4. Sophia
5. The Mad Arab
6. Lotus
7. Archangel
8. Relentless March Towards Apocalypse
9. Alpha
10. Omega

DURATA: 49:13

Gli Ikkadian sono una mazzata fra i denti (ancora) poco conosciuta, la triade di musicisti è attiva solo dal 2010 e all’interno della line-up troviamo due vecchie conoscenze del panorama death metal underground, il batterista Michael Arcane e il cantante Donny Doss, entrambi ex dei Dead Syndicate di “The Carrion Creed”, formazione un po’ sfortunata e che avrebbe meritato più attenzione, mentre il terzo membro è il chitarrista e bassista John Cornnell.
Il trio ha rilasciato nel 2012 direttamente un album di debutto intitolato “Of Alpha And Omega” e sembra che le premesse siano state fra le più indovinate nell’anno destinato dalle profezie alla fine del mondo.
Del resto il sound di confine fra death annerito di stampo statunitense con rimandi a maestri del genere come i Morbid Angel, per le velocità sparate in alcune occasioni potrei azzardare anche gli Hate Eternal, e quello europeo dei Behemoth (si sente, eccome se si sente) spinge costantemente, è teso a tormentare, per non dire martirizzare, l’ascoltatore con frequenti scorribande sul rullante e accelerazioni devastanti in doppia cassa che caratterizzano l’operato di Arcane, tramite l’utilizzo di un’impostazione vocale che frequentemente presenta la sovrapposizione delle sezioni growl con quelle scream e attraverso un riffing “galoppante” nel quale il tremolo serve a influenzare i momenti più malevoli.
Le armi in dotazione agli Ikkadian sono note, ma bisogna saperle sfruttare e i musicisti statunitensi dimostrano d’averne pieno controllo. L’opener “Adversary”, della quale è stato realizzato il video promozionale, parte in quarta tra blastato e sonorità arabeggianti, è una brutalità efferata, tecnicamente ben concepita che si ripete senza fare prigionieri nelle successive “Lambs Before Lions”, “The Divine Will”, “Sophia” e “The Mad Arab”, sembrano non volersi arrestare mai, seminando partiture dissonanti a far peso sul settore atmosferico.
È quindi strano e altrettanto gradito riscontrare attimi che differenziano il passo e l’umore, sono da segnalare in tal senso il frangente acustico inserito in “Lotus” e l’inserimento di voce femminile in “Archangel”, interessante come spunto ma andrebbe rivista in quanto presenta qualche imperfezione.
Se in ambito solistico la prestazione di John è funzionale ed eseguita con pregevole dimestichezza, l’assolo di James Murphy, artista che non ha bisogno certo di presentazioni, in “Relentless March Towards Apocalypse” è un po’ come la ciliegina sulla torta prima che venga frantumata da una doppietta conclusiva tutta adrenalina composta dai due episodi che danno titolo all’album, parlo di “Alpha” e “Omega”, che riconducono su sentieri lastricati di morte e devastazione l’operato degli Ikkadian.
Per il sottoscritto prime prove di questo tipo sono pura manna dal cielo, il suono ricorda moltissimo quello della prima metà degli anni Novanta, magari dietro il mixer avrebbero potuto fare di più, c’è qualche sbalzo nei volumi con la voce che di tanto in tanto diventa eccessivamente prominente, tuttavia tenendo conto del fatto che non sono plastificati come Nergal e soci e che siamo di fronte a una macchina da guerra mica male, si spera che lavorando nel prossimo futuro sulla personalità e avvalendosi di un’attenzione più elevata nelle scelte di produzione vi sia quel salto di qualità che ci si può attendere da una creature simile, chissà, li potremmo benissimo candidare nel ruolo di “badilata inattesa dell’anno”.
“Of Alpha And Omega” è stato rilasciato in sole cinquecento copie digipak, ma lo potrete scaricare anche dal sito ufficiale e vi consiglio di dare un’occhiata ai testi che collimano perfettamente con gli intenti sonori del trio. Vi rimando quindi all’ascolto del lavoro degli Ikkadian, augurandomi che il secondo disco ci possa consegnare una legnata di livello superiore: fosse così, la goduria sarebbe realmente estrema.

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