ILLUMINATE THE SILENCE – Silverhoney

 
Gruppo: Illuminate The Silence
Titolo:  Silverhoney
Anno: 2011
Provenienza:  Russia
Etichetta: Art Of Silence
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. My Preacher (Had Black Eyes)
  2. The Silverhoney
  3. Weary Oblivion
  4. Sunday Monster
DURATA: 24:36
 

Gli Illuminate The Silence si definiscono sperimentali, non so se sia il termine più consono a interpretare ciò che riportano in musica, di certo v'è una ricerca che tende a pasteggiare in più lidi cibandosi di doom, rock, death metal, alternative e progressive. Sì un vero potpourri avanguardistico ciò che prova a dare sostanza all'ep "Silverhoney".

Un mini lavoro di quasi venticinque minuti suddiviso in quattro tracce che alterna movimenti pesanti e grevi di stampo primordiale riconducibili a nobili origini ottantiane, My Dying Bride, acustiche e fraseggi solistici non lontani dal rimembrare gli Opeth, varianti post-metal e nu con un pizzico di S.O.A.D. a far capolino creando un mix disomogeneo riscontrabile chiaramente in tutta la sua esplosiva, e non proprio controllabile, natura all'interno della traccia posta in apertura "My Preacher (Had Black Eyes)".

Il disco scivola via senza troppi problemi, in più di un'occasione all'orecchio giungono contrasti talmente netti in grado di evidenziare quanto gli Illuminate The Silence ci tengano a non rinchiudersi in recinti ordinari, n'è dimostrazione la conclusiva "Sunday Monster", canzone capace di ricordare l'attitudine funky dei R.H.C.P. fusa con l'ammaliante flood di certo alternative rock e la propensione massiccia di una 'core song grazie alla prova dietro al microfono che, nei momenti acidi, punta i piedi grattando a più non posso.

La formazione strumentalmente svolge il proprio dovere senza grossi intoppi, con l'accoppiata centrale di brani composta da "The Silverhoney" e "Weary Oblivion" a rincarare la dose di cambi di tempo e miscelazione di stili già esplicata nelle due nominate. Quello che invece manca è la zampata capace di fare la differenza e un assetto che garantisca in maniera definitiva una rappresentazione fluida dell'immaginario sonoro in dote, questo si evince soprattutto nei momenti in cui si decide di aumentare o decelerare i giri, operazione che riesce alle perfezione perlopiù in una "The Silverhoney" che proprio per tale aspetto guadagna ulteriori punti.

Le idee non mancano, la produzione a supporto dell'ep è soddisfacente, c'è quindi di che rimanere contenti, del resto è pur sempre di una prima uscita che si parla. Non rimane quindi che vedere come e quanto gli Illuminate The Silence sapranno affinare le qualità messe in mostra in "Silverhoney". Possiamo scommettere su di loro? Perchè no.

Facebook Comments