Illuminated Manuscripts / Quilmoloncm - Split

ILLUMINATED MANUSCRIPTS / QUILMOLONCM – Split

Gruppo:Illuminated Manuscripts / Quilmoloncm
Titolo:Illuminated Manuscripts / Quilmoloncm
Anno:2020
Provenienza:Russia / Italia
Etichetta:Xenoglossy Productions
Contatti:non disponibili
TRACKLIST

  1. Illuminated Manuscripts – Hrönir
  2. Quilmoloncm – Hlör U Fang Axaxaxas Mlö
DURATA:14:10

Ci sono delle etichette che, pur seguendo un filo conduttore nella scelta del proprio roster e nella produzione di titoli, riescono a rimanere originali stupendo l’ascoltatore a ogni nuova uscita: una di queste è sicuramente la Xenoglossy Productions. Attiva da circa quattro anni, la label italiana ha prodotto sinora una trentina di titoli, caratterizzati per la maggior parte da sonorità lo-fi, da un’importante componente noise e sperimentale, e da una certa originalità nelle tematiche, che vanno dalla storia militare russa tanto cara ai nostrani Voland alla metafisica dei Gadir, alle esplorazioni polari dei Framheim.

Nata nel 2016, da sempre in casa Xenoglossy, Illuminated Manuscripts è la creatura di Kobold, polistrumentista estone (in seguito spostatosi a San Pietroburgo) dedito a un black metal strumentale estremamente grezzo e dai tratti noise, che propone temi che definire inusuali è un eufemismo: nello split con i Deathvoid, ad esempio, si parla dell’esplorazione di città abbandonate; nella demo del 2019 di paesaggi surreali ispirati ai quadri di Salvador Dali; in quella del 2020 degli scritti del filosofo e medico arabo Avicenna. Addentrandoci ancora di più nel reparto sperimentale di Xenoglossy, ecco apparire un’altra one man band: Quilmoloncm, progetto drone-black di Stilgar (uno dei due fondatori dell’etichetta nonché membro dei Thecodontion) interamente basato su linee di basso improvvisate e testi dal significato nascosto, scritti perlopiù basandosi sulla pratica della glossolalia, ovvero l’utilizzo di una lingua inventata, somigliante a un idioma straniero ma sconosciuta a chi la parla.

Cosa succede se Quilmoloncm e Illuminated Manuscripts decidono di realizzare un disco insieme? Ma — soprattutto — quanto potranno essere strampalate le tematiche trattate? La risposta è in questo split ispirato a un testo di Jorge Luis Borges, scrittore argentino dei primi del Novecento che, opponendosi alla corrente dominante del naturalismo, elaborò un proprio linguaggio letterario definito in seguito realismo magico e caratterizzato dalla concezione della vita come opera contraffatta spacciata per veritiera. Nelle opere di Borges niente è come sembra: nel racconto Tlön, Uqbar, Orbis Tertius a cui si ispira lo split in questione, il protagonista si imbatte in un libro in cui si narra dell’esistenza di una misteriosa regione chiamata Uqbar, situata in Asia Minore, i cui abitanti elaborarono una cospicua produzione letteraria fantastica basata su due regioni immaginarie chiamate Mlejnas e Tlön. La popolazione di Tlön rifiutava la visione del mondo come un susseguirsi temporale e spaziale di eventi, considerando il vissuto come una serie eterogenea di atti indipendenti e la realtà oggettiva come inesistente: tutto ciò che percepiamo sarebbe unicamente frutto dell’immaginazione. Un oggetto perduto, per esempio, può essere ritrovato da più persone in luoghi e momenti differenti, dando quindi origine a una serie di copie chiamate hrönir: a ogni ritrovamento la forma degli oggetti cambia leggermente, sino a distanziarsi notevolmente dall’originale. La proiezione linguistica di un universo aderente a tali leggi metafisiche non può che essere una lingua priva di sostantivi e composta unicamente da verbi impersonali qualificati da avverbi monosillabici, per cui, come possiamo leggere nel racconto, la frase «Sorse la luna sul fiume» nella lingua di Tlön diventa «hlör u fang axaxaxas mlö», che letteralmente significa «verso su dietro semprefluire luneggiò».

Lo split, la cui copertina raffigura per l’appunto tre hrönir del busto della Dama de Elche di gradi differenti (più ci si allontana dal primo grado più gli oggetti diventano grossolani, eccezion fatta per l’undicesimo grado, che supera l’originale in termini di dettagli), è composto da due tracce: la prima, di Illuminated Manuscripts, riguardante il tema degli hrönir, e la seconda, di Quilmoloncm, ispirandosi alla lingua di Tlön, ha riferimenti agli hrönir e a un’altra storia di Borges, La Biblioteca di Babele.

I due pezzi si susseguono quasi senza soluzione di continuità; i cinque minuti e mezzo di “Hrönir” sono costituiti da un black metal strumentale tutto basso distorto e batteria, in cui un sapiente utilizzo delle armoniche riesce a far sembrare cangianti dei semplici riff mononota: praticamente una trasposizione in musica dell’immaginario degli abitanti di Tlön. “Hlör U Fang Axaxaxas Mlö” segue a ruota: per la prima volta Quilmoloncm si avvale di una traccia di batteria e di un ospite alla voce, tale Kuranes, al quale è affidato l’oneroso compito di declamare nella complicata lingua di Tlön. I quattordici minuti che compongono lo split sono un vero e proprio viaggio nel mondo immaginario e contorto concepito dalla mente di Borges, a patto che ci si lasci trasportare dalle frequenze basse e distorte dei due gruppi i cui riff apparentemente monotoni in realtà nascondono strutture non lineari e concepite su diversi livelli (proprio come i racconti di Borges), che necessitano di diversi ascolti per poter essere svelate.

Anche questa volta Xenoglossy ha mantenuto la promessa, regalandoci un’altra piccola gemma di musica sperimentale, originale, insolita e criptica come fa da qualche anno a questa parte. Per quanto duri poco meno di un quarto d’ora, lo split si lascia ascoltare a più riprese, mostrando ogni volta nuovi dettagli; la particolarità musicale e sonora e l’originalità del concept, che se approfondito spalanca un portone su una serie di tematiche, autori e correnti filosofiche, rendono la proposta delle due one man band estremamente interessante e accattivante, soprattutto alle orecchie di appassionati di fantasy, metafisica e significati nascosti.

«You, who read me, are you sure of understanding my language?»

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