IMAGO MORTIS – Carnicon

 
Gruppo: Imago Mortis
Titolo: Carnicon
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Drakkar Productions
Contatti:

Sito web  Facebook  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Per Chi Gà Renegà La Fede
  2. Oltretomba
  3. Lümere
  4. Hodie Mihi Cras Tibi
  5. Il Canto Del Negromante
DURATA: 41:58
 

Conobbi musicalmente gli Imago Mortis circa otto anni fa, ai tempi di "Una Foresta Dimenticata", e li "catalogai" come una formazione black metal dalle buone potenzialità ancora non del tutto espresse, supportata dal cantato in italiano, elemento che ho sempre apprezzato moltissimo. Poi per lungo tempo li ho persi di vista, sommersi nel mare di uscite ascoltabili grazie al lavoro redazionale e alla diffusione dei vari Facebook, Soundcloud, Bandcamp, fino a quando LeonardZ666 si è occupato dell'ep "Sgàbula" nel 2012, testimoniando il buono stato di salute del gruppo. Non ho esitato perciò un attimo nel momento in cui si è prospettata la possibilità di ascoltare il nuovo album "Carnicon" e ho fatto decisamente bene.

I bergamaschi hanno realizzato un terzo disco maturo, ispirato e curato in ogni dettaglio, contenuto nel numero di tracce (appena cinque) ma ricco di spunti e articolato senza mai risultare prolisso, nonostante composizioni dalla durata importante, sempre sfruttata pienamente. I Nostri maneggiano con perizia sia i tempi medi più evocativi che le parti più veloci, dirette e malvagie, assemblandoli all'interno dei pezzi col fine di assecondare l'umore del momento. Il tono della musica fortemente narrativo si articola sin dal principio su una vasta scala di gradazioni e già "Per Chi Gà Renegà La Fede" ce lo mostra con chiarezza: qui gli Imago Mortis divengono cantori di un processo per stregoneria che vede opposta la severa figura dell'inquisitore, rappresentato dal cantato in latino ricco di superbia, alla donna sospettata, la quale utilizza invece un linguaggio popolare, maledicendo i propri ipocriti carnefici; Abibial è bravo a rendere il suo scream più velenoso impersonando la strega, mentre l'intera band passa con grande scioltezza dai momenti litaniaci iniziali a un finale più travolgente e drammatico.

Come per ogni buon disco black metal non mancano sezioni più sferzanti e affilate che richiamano i maestri nordici, ma anche passaggi ipnotici e rituali (rafforzati pure da percussioni dal gusto "tribale"), goduriosi riff in tremolo picking e soprattutto picchi di pathos di grande presa che catturano totalmente l'ascoltatore. Si tratta di momenti quasi epici enfatizzati dal cantato in italiano che aumenta a dismisura il coinvolgimento per chi comprende la lingua di Dante; a questo riguardo si ascoltino "Oltretomba" e la conclusiva "Il Canto Del Negromante", personalmente il top dell'intera scaletta.

Il filo conduttore di "Carnicon" resta sempre la Morte, invocata già dal titolo dell'album, una forma "vernacolare" che indica la fossa comune dalla quale le streghe attingevano per procurarsi i reperti per i propri rituali. Morte che non fermerà del tutto i poteri della strega bruciata sul rogo che si vendicherà; morte come rinascita della sapienza occulta di un giovane rampollo; morte da cui ci si deve proteggere durante la festività di Samain con le lümere, lanterne intagliate nella zucca a forma di testa di morto; morte che libera corpo e spirito; morte e Maligno…

La prestazione musicale dell'intera formazione è davvero buona e funzionale, forte di uno screaming ficcante e con metriche prive di sbavature nonostante le tre lingue utilizzate (italiano, latino e dialetto), una batteria sempre precisa, chitarre ricche di idee e basso che dona profondità (aiutato da una produzione perfettamente calibrata per cogliere ogni sfumatura e restare al tempo stesso "vibrante"). Non sono da meno il lavoro linguistico e quello di ricerca sulle fonti storiche riguardo il tema della caccia alle streghe, dei culti proibiti e delle tradizioni locali — argomenti non propriamente originali di per sé ma qui indagati con grande passione e accuratezza — davvero eccellenti, che hanno permesso una fusione musica-testi perfetta. Non potrete perciò fare a meno del libretto dell'album, che oltre a presentare le liriche originali vi rivelerà ogni dettaglio concettuale.

In conclusione, "Carnicon" è un disco di assoluto spessore sotto ogni profilo, nel quale l'esperienza e la professionalità di chi suona da vent'anni si sposano con una viva passione per il black metal e l'occulto, permettendo alla Nera Fiamma di ardere con l'intensità che merita.

Facebook Comments