Imago Mortis - Ossa Mortuorum E Monumentis Resurrectura

IMAGO MORTIS – Ossa Mortuorum E Monumentis Resurrectura

Gruppo:Imago Mortis
Titolo:Ossa Mortuorum E Monumentis Resurrectura
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Drakkar Productions
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TRACKLIST

  1. Al Passo Con L’Eresiarca
  2. Nera Mistica
  3. Pactum Est…
  4. Finché Morte
  5. Horribile Cose Che Ne’ Boschi
  6. …In Libro Diaboli
DURATA:45:40

È da più di dieci anni che su Aristocrazia vi diamo conto delle gesta degli Imago Mortis, ormai storica e affermata formazione bergamasca che, nel tempo, ha continuato ad affilare sempre di più le proprie armi espressive. Della loro ultima fatica, Carnicon (Drakkar Productions, 2014), aveva tessuto le lodi il nostro attento M1, autore anche di una bella intervista ad Abibial, leader del gruppo; sei anni dopo siamo di nuovo qui, davanti alla luce svolazzante di una candela, pronti a raccontarvi della nuova opera firmata Imago Mortis, Ossa Mortuorum E Monumentis Resurrectura (Le Ossa Dei Morti Risorgeranno Dai Sepolcri, se non masticate il latino).

Stregoneria e inquisizione, tradizione e oscure leggende costituiscono ancora una volta il corpus tematico al quale i Nostri attingono per scrivere il proprio black occult metal, viaggiando a ritroso fra i secoli e dissotterrando (letteralmente) storie di male e di morte. La prima di queste (“Al Passo Con L’Eresiarca”), che si snoda in tre parti dal sapore guerresco, ci catapulta ai primi del Trecento insieme a Fra Dolcino da Novara, alla sua compagna Margherita Boninsegna e a Longino Cattaneo di Casnigo (capo militare dei Dolciniani), prima durante la fuga verso Parete Calva (nel Vercellese) e poi fino all’assedio sul Monte Rubello (nell’odierna provincia di Biella), dopo che contro di loro venne bandita una vera e propria crociata. Il brano è scritto magistralmente e segna un’ulteriore evoluzione dello stile degli Imago Mortis, che già su Carnincon avevano dimostrato di saper gestire minutaggi importanti, ma che in questo caso vanno oltre l’ordinaria amministrazione costruendo un’epica nera come solo i maestri sanno fare. Nera come “Nera Mistica”, la seconda traccia del disco che rievoca la seicentesca storia di Caterina da Bèrs, che nella prima metà del secolo osservava una salutare dieta a base di sole ostie consacrate consegnatele a domicilio dagli angeli (i riders di Dio) e anche per questo veniva puntualmente tacciata di stregoneria.

Se possibile, con la formazione ridottasi a tre elementi (Faust ha lasciato nel 2015) e con una produzione più moderna, la musica degli orobici si è fatta ancora più maligna, come l’iniziazione a una congrega diabolica raccontata nella sinistra “Pactum Est…”: sotto la luna strisciano una melodia e una litania solenni che restano sospese perché il rito non sembra concludersi del tutto. Le chitarre si fanno taglienti e la falce della Nera Mietitrice può soltanto accompagnare su “Finché Morte”, che ci porta nell’immediato secondo dopoguerra in una trama di incesto per mano paterna, scandalo e morte — manco a dirlo. Mentre con “Horribile Cose Che Ne’ Boschi” veniamo ri-trascinati indietro nel tempo fino al 1517, per una storia di apparizioni spettrali che terrorizzò le campagne bergamasche e giunse perfino all’orecchio di Papa Leone X; il brano, che è anche il più lungo e articolato dell’album, vede la partecipazione di G/Ab Volgar dei Xacrestani come voce narrante. Le litanie sabbatiche di “Pactum Est…” concludono il già citato rito iniziatico in “…In Libro Diaboli”, epilogo del disco ma anche inizio di un ideale Gran Convegno del male.

Le chitarre di Scighéra sono affilate, la voce di Abibial è sempre più teatrale e multiforme nell’interpretazione, e la batteria di Axor mena che è un piacere: tutti questi elementi si coniugano senza sbavature in una scrittura matura e cosciente dei propri mezzi. Tirando le somme, Ossa Mortuorum… sposta l’asticella ancora più in alto del risultato raggiunto da Carnicon e consacra gli Imago Mortis, una volta per tutte, fra i grandi del black metal italiano. Bravi.

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