IMPALED NAZARENE – Ugra-Karma

 
Gruppo: Impaled Nazarene
Titolo:  Ugra-Karma
Anno: 1993
Ristampa: 1998
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Osmose Productions
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TRACKLIST

  1. Goatzied
  2. The Horny And The Horned
  3. Sadhu Satana
  4. Chaosgoat Law
  5. Hate
  6. Gott Ist Tot (Antichrist War Mix)
  7. Coraxo
  8. Soul Rape
  9. Kali-Yuga
  10. Cyberchrist
  11. False Jéhova
  12. Sadistic 666 / Under A Golden Shower
  13. Satanic Masowhore
  14. Conned Thru Life (Diabolical Penis Mix)
DURATA: 38:27
 

Gli Impaled Nazarene vedono la luce nel 1990, per mano dei fratelli Mika e Kimmo Luttinen, rispettivamente voce e batteria. Nel 1991 danno alla luce i primi due demo, "Shemhamforash" e "Taog Eht Fo Htao Eht" («The Oath Of The Goat», al contrario), da cui si può già evincere che il black metal di questi Finlandesi ha forti influenze che vanno dal crust al death; a legare il tutto una pesante dose di folle ironia, che purtroppo non è mai stata capita abbastanza. Nel 1992 esce il primo album, quel "Tol Cormpt Norz Norz Norz" tanto discusso negli anni. Arriviamo al 1993 e i Nostri fanno uscire questo "Ugra Karma".

Il tema portante della band è senza ombra di dubbio il Caos Sonoro, che loro ai tempi definivano «raw cyberpunk black metal»; il tutto accompagnato da indimenticabili testi e titoli di rara e dissacrante blasfemia, che andremo ad analizzare più avanti. Ci terrei in primo luogo a parlarvi della produzione di questo album, poiché il sound è tutt'oggi devastante. Innanzitutto, stiamo parlando degli Impaled Nazarene, non dei Dream Theather, quindi se cercate tecnica e melodia siete pregati di andare a rompere da un'altra parte. Qui le chitarre fanno il loro dannatissimo lavoro senza bisogno di assoli, tritando riff su riff, che passano da quelli più tipicamente di matrice black metal ad altri devoti al crust-grind. Stesso discorso vale per la batteria, Kimmo non è Portnoy, non troverete pezzi in controtempo e cagate annesse. A farla da padrone è la potenza del suono delle pelli, che in questo album riesce ad arraparmi parecchio. E vogliamo parlare della prova vocale di Mika? Per quanto mi riguarda, insieme a Pete Helmkamp e pochi altri, siamo al cospetto di una delle ugole più rappresentative del metal estremo tutto. Luttinen si alterna tra uno screaming rabbioso e vocalizzi piu orientati al death, ma in ogni modo riesce a scartavetrarvi la pelle con la sua ferocia. Qui e là poi ci sono piccoli inserti di tastiere, che essendo per l'appunto solo inserti non infastidiscono e aiutano a creare quell'atmosfera malata che permea l'album.

Passiamo ad analizzarne il contenuto più palpabile, i brani. Direi che ce n'è quasi per tutti i palati: dai pezzi più epicheggianti a quelli quasi industrial, passando per crust, black e death metal. La scaletta parte con "Goatzied" («incaprettato»), ovvero un minuto di follia che alterna grind a tastiere ariose, per poi passare a un duo di canzoni che da sole varrebbero l'acquisto del disco ovvero la maestosa "The Horny And The Horned" («l'arrapato e il cornuto», letteralmente) e la violenta "Sadhu Satana" («sacro satana», dall'indù), che è una delle mie preferite. Con "ChaosGoat Law" e la seguente "Hate" si ritorna su lidi più solenni, mentre "Gott Ist Tot" è un ottimo esempio di industrial black. Segue "Coraxo", che ci fa tornare di nuovo in territori grind, poi "Soul Rape", un pezzo fortemente influenzato dal punk, che in futuro sarà presente in dosi sempre maggiori negli album dei Finlandesi. "Kali Yuga" è un altro brano che miscela il punk alla furia black metal, mentre le successive "CyberChrist" e "False Jehova" ritornano a navigare su acque più classiche. Ci avviamo alla fine con un'altra canzone dal taglio epico: "Sadistic 666 / Under A Golden Shower", dotata di un incedere lento che ricorda un po' i Manowar (ovviamente definizione naif e da prendere con le pinze!).

Il disco vero e proprio sarebbe concluso, ma nella ristampa del 1998 la Osmose aggiunge due bonus, ovvero "Satanic Masowhore" e "Conned Thru Life", cover degli Extreme Noise Terror. L'album si distingue anche per le due diverse copertine: la prima, rappresentante la dea Kali, venne usata illegalmente (nel senso che non furono pagati i diritti all'autrice del dipinto), mentre l'edizione del 1998 vede rappresentata una versione postnucleare di Shiva, il Distruttore.

Per concludere, mi sento di dire che questo è per quanto mi riguarda il lavoro migliore della band e quello da avere assolutamente in collezione.

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