IMPUREZA – La Iglesia Del Odio

IMPUREZA – La Iglesia Del Odio

 
Gruppo: Impureza
Titolo:  La Iglesia Del Odio
Anno: 2010
Provenienza:   Francia / Spagna
Etichetta: Snakebite Productions
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TRACKLIST

  1. El Gitano Maldito
  2. Marranes
  3. La Luz De La Luna Negra
  4. Besar la Mano Del Infame
  5. Las Iglesias Del Odio
  6. Y Corre La Sangre
  7. La Checa Del Perverso
  8. En El Desierto De La Creencia
DURATA: 39:34
 

In quanti si ricordano i Raza De Odio di "La Nuova Alarma"? Nel 2004 il gruppo italiano diede vita a un album che inserì chitarre con ritmiche flamenco all'interno di basi thrash-death con un risultato apprezzabile, ma in fin dei conti altalenante. Gli Impureza superano nettamente quell'intento, andando a dar forma a un monolite death metal devastante che pur vibrando delle influenze gitane presenti in massa e con richiami folk che s'intersecano nel sound, non invadendo mai più di tanto il territorio a dire il vero, mostrano di non cedere il passo a stupidi tecnicismi ostentati facendosi ascoltare con una release solida del genere.

Innovazione? Fantasia? Pura e semplice abilità nel combinare una parte della propria cultura alla musica che si ama, è questo ciò che si nota snocciolando le tracce di "La Iglesia Del Odio". Questo album è per me come un fulmine a ciel sereno, dato che non ero a conoscenza dei demo del gruppo, dai quali molte delle canzoni sono state estratte e rielaborate; posso comunque affermare con assoluta certezza che "ara di dietro a valanga".

Se ci si convincesse, leggendo il titolo o per l'innesto di chitarra acustica-flamenca, di poter ricollegare gli Impureza a Opeth o proposte similari, si verrà distolti da tale malsano pensiero dall'apertura "El Gitano Maldito": la sua esecuzione ferale, adornata dal suddetto spunto di classe, mette in chiaro la cifra artistica che risiede all'interno di questo gruppo preparato e devoto alla brutalità.

Il blast-beat poi persiste e insiste nell'aumentare la cattiveria che le canzoni sono pronte a sprigionare, attraversate dalle melodie che decorano il riffing a cui Rafael e Lionelito, imperterriti, donano linfa vitale per erigere muri incantevolmente adornati, spessi, rinforzati dalla malta che il growling aspro e ferreo di Lamas rigetta sull'ascoltatore (solo in lingua spagnola). Non esiste staticità stilistica, infatti le partiture monolitiche si vanno a "scontrare" con una certa ricercatezza e accorgimenti che levigano il sound, offrendo all'orecchio molteplici sfaccettature, coinvolgente e spezzacollo. Brani della bellezza del pungo nello stomaco "Marranes", "La Luz De La Luna Negra" con il suo stacco gitano che farebbe ballare pure un morto, quello che porta il titolo del disco in significativa evoluzione umorale attimo dopo attimo e la conclusiva mazzata dal sentore vagamente epico a titolo "En El Deserto De La Creencia" annichiliscono in modo estasiante, privandoci di ogni genere di riempitivo, poiché qui non c'è nulla da buttare o scartare.

Riconoscere le capacità esecutivo-compositive degli Impureza è un atto dovuto: i ragazzi dimostrano in maniera palese che oltre alla tecnica c'è bisogno di possedere un'anima per creare un lavoro che superi la mania da "cinque dita" su cui si fa leva troppo spesso negli ultimi anni. Aggiungiamo poi una produzione che non fa altro che permettere un ulteriore salto di qualità al disco e il cerchio si chiude: il suono delle chitarre è curato, sono decisamente piene e invitanti sia negli attimi dediti allo scapocciamento più veloce, sia quando si dilettano nei vari classicismi; nel complesso vige un certo equilibrio che consente un chiaro riconoscimento alla strumentazione in toto ed è quanto si vuole, nulla più.

So bene che gli amanti della vecchia scuola potrebbero anche rivoltarsi dopo aver letto di certe tendenze musicali poste all'interno di "La Iglesia Del Odio", quindi li invito ad approcciarsi all'album senza troppi preconcetti, perché gli Impureza sanno bastonare, eccome! Il loro disco lascia un segno indelebile in quanto ne sono usciti ben pochi di fattezze e valore simile. In definitiva non posso far altro che dire: compratelo!

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