IN OBLIVION – In Oblivion

 
Gruppo: In Oblivion
Titolo: In Oblivion
Anno: 2015
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Endless Winter
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TRACKLIST

  1. Wreathed In Gloom
  2. Memories Engraved In Stone
DURATA: 29:37
 

Gli In Oblivion sono una band texana di recente formazione, che debutta nel 2015 per la sempre attenta Endless Winter con un lavoro eponimo; trattasi di un breve EP di due tracce, considerando però il genere di cui fa parte forse il termine «breve» non è proprio il più adatto.

Il disco infatti arriva quasi a sfiorare i trenta minuti e lo fa con un Funeral Doom che non nasconde una certa inclinazione verso il Death Metal, il che non dovrebbe stupire troppo guardando le esperienze con altri gruppi dei vari componenti. Tali influenze si possono notare principalmente nel riffing, tuttavia troviamo anche un'accelerazione e qualche altro dettaglio che rendono la cosa ancora più evidente. In generale il sound si allontana parzialmente dalle sonorità asfissianti e dalle atmosfere funeree tipiche del genere, preferendo un approccio più essenziale; siamo dalle parti di gente come gli Evoken e gli Ophis, con ritmiche lente ma spesso dinamiche, tastiere lugubri perlopiù in sottofondo ad annerire il clima, un growl cavernoso quanto basta e chitarre che sadicamente scavano nelle profondità più tetre dell'animo umano.

Le abilità compositive del quintetto vengono fuori in diverse occasioni con scelte che mostrano una buona capacità di variegare la proposta, penso ad esempio al riff pregno di dolore represso intorno all'ottavo minuto di "Memories Engraved In Stone" o all'intermezzo atmosferico di "Wreathed In Gloom" a cui segue un gustosissimo assolo; al di là di questi episodi, entrambi i brani risultano godibili per tutta la loro durata, riuscendo a trasmettere costantemente sensazioni grigie e decadenti con un pizzico di aggressività. Proprio per questo aspetto va inoltre premiata la produzione, che permette a ogni strumento di far percepire il proprio contributo, consentendo di convogliare le emozioni citate in precedenza. Ultima piccola nota di merito va alla copertina: qualcuno potrebbe criticarne la scarsa originalità, ma è un'ottima rappresentazione visiva del contenuto dell'EP.

"In Oblivion" scorre senza intoppi veri e propri, gi In Oblivion sembrerebbero già pronti per poter creare un disco di maggiore durata; il limite delle due tracce — per quanto comunque sostanziose — lascia un po' con la curiosità di sapere cosa potrebbe uscire fuori da un lavoro più completo. La capacità di imprimere un certo tipo di sensazioni alla propria musica è in ogni caso notevole e fa ben sperare per il futuro della band, proseguendo su questa strada — rendendola magari un po' più personale — potrà diventare un'ottima realtà del genere. Per quanto mi riguarda entra di diritto nella lista di nomi da tenere d'occhio e sono abbastanza sicuro che diversi seguaci di questo stile si troveranno d'accordo con me.

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