IN SILENT – Martwy Dopływ Wisły

 
Gruppo: In Silent
Titolo: Martwy Dopływ Wisły
Anno: 2017
Provenienza: Polonia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Southern Blast
  2. Gnijący Miód
  3. Necrofucker Zwei
  4. Martwy Dopływ Wisły
  5. Oczy Diabła
  6. Satandomierz
  7. Welcome
  8. Wataha
  9. Dziesiąty Krzyż
  10. Niech Będzie Podpalony  
DURATA: 30:32
 

Nel 2013 ebbi modo di ascoltare e recensire il debutto dei polacchi In Silent e "Potępienie" non mi dispiacque, pur essendo un album decisamente classico, privo di chissà quale personalità e incentrato più che altro sul lato muscolare del death metal. Nel 2017 il quartetto si è ripresentato con il successore "Martwy Dopływ Wisły", chiarendo di non avere la minima intenzione di cambiare la solfa, pescando ancora a piene mani dal panorama anni Novanta, enfatizzando il versante groove e puntando su composizioni brutali, rancorose e mai troppo complesse.

Toni scuri, un'aura minacciosa, la lingua polacca che dona comunque un certo fascino alle tracce: abbiamo fra le mani una mezzora di violenza che porta a termine il proprio compitino senza particolari intoppi. Specialmente episodi come "Southern Blast", "Gnijący Miód", "Necrofucker Zwei", "Oczy Diabła" e "Satandomierz" fanno la loro sporca e gradita figura.

Gli In Silent possiedono una natura underground lontana dalle corruzioni e dalle perfezioni dei suoni puliti e rimaneggiati tanto in voga, tuttavia avrebbero comunque potuto stare più attenti nella cura della produzione, poiché le chitarre vengono penalizzate nei momenti più concitati, tendendo a impastarsi. Di conseguenza talvolta il valore di certi buoni riff sfornati da Konrad "Buba" Ozdoba e Marcin "Mal" Skoczylas viene intaccato.

In conclusione, "Martwy Dopływ Wisły" conferma gli In Silent come una band in possesso di un'idea precisa del death metal da suonare, tuttavia ancora non in grado di svincolarsi da un approccio standard e in alcune circostanze sin troppo prevedibile, rischiando così di rimanere intrappolata nelle sabbie mobili dei vorrei, ma non posso. Ascolto non imprescindibile, ma che — volendo trovare il lato positivo — rafforza le basi del gruppo, che però da qui in poi dovrà obbligatoriamente cambiare marcia.

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