IN TORMENTATA QUIETE – Cromagia

 
Gruppo: In Tormentata Quiete
Titolo: Cromagia
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. Blu
  2. Il Profumo Del Blu
  3. Rosso
  4. Il Sapore Del Rosso
  5. Verde
  6. Il Sussurro Del Verde
  7. Giallo
  8. La Carezza Del Giallo
  9. Nero
  10. La Visione Del Nero
  11. InVento
DURATA: 53:25
 

Trovare un equilibrio fra la necessità intrinseca di una costante evoluzione artistica e la volontà di rimanere sempre fedeli a se stessi e ai propri princìpi non è per nulla facile. E molto spesso dopo aver imboccato una direzione che soddisfi il proprio io, ci si imbatte nel giudizio altrui netto e velenoso — opera di fan, (re)censori, addetti ai lavori — che non concede sconti. Per gli In Tormentata Quiete tutto ciò non è mai stato un problema, anzi si è sempre trattato di un processo estremamente naturale, che ha permesso la definizione di un suono personale e distinguibile improntato alla trasmissione di emozioni a tutto tondo, attingendo da stili musicali differenti e cangianti. Non avevo dubbi perciò che il nuovo disco intitolato "Cromagia" proseguisse sulla strada vincente già tracciata…

L'attesa è stata lunga, ci sono voluti ben cinque anni per riascoltare i bolognesi, fatta eccezione per l'ep dedicato ai fan più irriducibili "Il Profumo Del Blu" rilasciato nel 2012, e ora finalmente vi scrivo soddisfatto ma preoccupato di rendere onore al meglio a queste undici nuove canzoni. Il lavoro si presenta in continuità iconografica col passato, forte della solita (in senso buono, sia chiaro) copertina nuovamente dimezzata e degli intrecci vocali sciolti nel libretto attraverso l'uso di tre differenti colori. E proprio i colori sono i protagonisti concettuali della scena, poiché l'ambizioso progetto degli In Tormentata Quiete è quello di narrarci la loro magia attraverso cinque sinestesie: scopriremo così qual è la fragranza del blu, che sapore ha il rosso, udiremo la voce del verde, sentiremo sulla pelle il tocco del giallo e quale visione possiede il nero. Insomma spazio alle suggestioni e alle associazioni mentali fra idee di campi sensoriali differenti, complici anche i testi tutti da interpretare e studiare, i cui significati sono impossibili da cogliere al primo passaggi.

Definire con una o più etichette la musica dei sette resta impresa ardua e francamente inutile, però posso dirvi che il caleidoscopio di note è ricco come e più che in passato, anche grazie ai vari ospiti che si sono integrati alla perfezione, calandosi nel contesto come se fossero anch'essi membri del gruppo da anni e anni. Daniele "Dagnì" Valente si è occupato di regalare un pizzico di elettronica ai brani con la programmazione della batteria sintetica, elettronica che risuona forte nel finale de "Il Profumo Del Blu" grazie agli echi quasi in stile Rammstein dei sintetizzatori; suggestioni come questa ce ne saranno a bizzeffe e ognuno le vivrà alla propria maniera, in base al vissuto individuale. La carrellata degli artisti di supporto merita di proseguire con Leo Vertunni che in "Rosso" ci trasporta in una dimensione mistico-filosofica, orientale, ipnotica, che rapisce con l'essenzialità del suo sitar; Elena Mirandola invece distribuisce lungo la scaletta gli interventi del violino, sempre interessanti e mai invasivi; mentre Luca Gherardi (che già conosciamo per il progetto dark ambient STN09) dal canto suo ha composto le musiche più oscure ed enigmatiche in "Nero". Infine impossibile non citare la dissacrante e illuminante prefazione di Porz dei Malnàtt che vi invito assolutamente a leggere.

A differenza del predecessore "Teatroelementale", da un lato si nota una maggiore coesione della scaletta, dal momento che non troviamo più intermezzi parlati di presentazione ai brani, ma vere e proprie composizioni strumentali multicolore e sfaccettate che portano il nome dei cinque colori attori della scena, consentendo così anche all'ascoltatore più pigro di mantenere il proprio flusso emotivo ininterrotto.

Dall'altro "Cromagia" appare ancora più progressivo e libero da qualsiasi tipo di soluzione ricorrente o vincolo. Ritroviamo gli ormai classici pieni musicali-emozionali enfatizzati dagli intrecci e dagli inseguimenti vocali da sempre punto di forza degli emiliani, una base di metal estremo incarnata nello screaming e nelle chitarre talvolta davvero corpose e massicce (con richiami alle sonorità più moderne del genere), la teatralità talora tragica, le sonorità sinfoniche e le sensazioni folcloristiche (il finale de "La Carezza Del Giallo"). A tutto ciò si aggiunge poi il nuovo istrionico cantante Simone Lanzoni (membro degli Eva Can't e dei Mors Tua, entrato di recente nei Malnàtt) che porta in dote un'accentuazione dell'aspetto cantautorale-poetico, sia a livello individuale in "Verde" che in coppia con la splendida Irene Pettito, essendo sempre in grado di enfatizzare le proprie apparizioni; quest'ultima è padrona della scena dal canto suo nella conclusiva "InVento". Se inizialmente prevaleva in me in misura maggiore il dispiacere per l'assenza di Giovanni Notarangelo, col passare degli ascolti sono stato davvero soddisfatto di come è stato sostituito.

Tutto questo inchiostro virtuale che ho faticosamente consumato mi serve per dirvi che gli In Tormentata Quiete restano sempre se stessi, insensibili alle mode, al tempo che passa e allo zeitgeist del momento. La loro è buona musica suonata da veri artisti e non da semplici artigiani che ripropongono soluzioni messe a punto da altri, perciò meritano senza ombra di dubbio la precedenza sui follower e la massima priorità di ascolto. Gli spunti espressivi ed emotivi di "Cromagia" sono davvero infiniti, quindi non perdeteveli!

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