IN TORMENTATA QUIETE – Finestatico

Gruppo:In Tormentata Quiete
Titolo:Finestatico
Anno:2017
Provenienza:Italia
Etichetta:My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. Zero
  2. Sole
  3. R136a1
  4. Eta Carinae
  5. Sirio
  6. RR Lyrae
  7. Demiurgo
DURATA:45:11

Sono trascorsi ben dodici anni da quando gli In Tormentata Quiete diedero alle stampe il loro debutto eponimo, anni che hanno visto il gruppo bolognese crescere e sperimentare, senza mai rinnegarsi né riciclarsi. Abbiamo ascoltato il nutrito collettivo cimentarsi in una prostrante analisi emotiva intitolata Teatroelementale (album che il sottoscritto adora particolarmente) e districarsi attraverso le colorate sinestesie di Cromagia, nonché (auto)prodursi ne Il Profumo Del Blu, operazione volta a omaggiare i fan, ma ancora una volta le carte in tavola cambiano.

Nulla di quanto approcciato finora avrebbe potuto prepararci al corposo concetto presentatoci nel nuovo parto Finestatico: sette brani associati ai sette chakra e a un immaginario cosmico, nell’ipotetico tentativo di riunire — forse — suggestioni legate a macroscopici corpi celesti con un’interiorizzazione sottile e di non così semplice percezione. Tuttavia, quali che siano le finalità e le nostre relative speculazioni su di esse, quel che è certo è che l’opera è indubbiamente ambiziosa.

Le influenze Black Metal sono ancora una volta utilizzate con parsimonia, quasi come accompagnamento per melodie ariose e drammatiche e per liquide soluzioni vagamente Ambient; queste ultime pongono l’accento su un lato inedito degli In Tormentata Quiete, ovvero un’espressività più fredda, quasi distaccata e cinica se paragonata con il monumentale carico emotivo di Teatroelementale, o in generale con la profonda componente emozionale che da sempre contraddistingue i Nostri. Tale aspetto più cosmico, sintetico e quasi analitico, crea nondimeno una strana polarizzazione che sembra in qualche modo rendere Finestatico il lavoro paradossalmente più umano finora prodotto dalla band emiliana.

L’intreccio tra le voci pulite di Irene e Simone e lo scream di Marco (orditura che da sempre è una delle caratteristiche più coinvolgenti della proposta del gruppo) si scontra, si mescola e danza con il mastodontico potenziale espressivo della parte strumentale, liberando un impetuoso flusso di energia creatrice che vibra a frequenze altissime e dipingendo una mutazione continua e infinitamente sfaccettata. Le emozioni divengono sentieri brillanti da percorrere ed eterei torrenti guizzanti, i quali seguono le orbite capricciosamente ordinate di un cosmo così complesso da diventare un paradigma di essenzialità. Sotto i nostri occhi si stende la sterminata vastità di una galassia tendente verso un punto infinitesimale, che racchiude la più accecante luce esistente: la luce della Conoscenza che rende l’Uomo in grado di essere Uno all’interno del Tutto, di essere una particella eterna consapevole di Sé e dell’Infinito.

Sarebbe profondamente ingiusto categorizzare o attribuire etichette a una tale opera, così sfuggevole e così camaleontica. Allo stesso modo, sarebbe ingiusto citare episodi singoli, poiché l’intero lavoro è strutturato per essere vissuto come un viaggio ininterrotto: un viaggio che percorre la storia dell’Universo parallelamente a un percorso ascendente tra i chakra, svelando un disegno circolare la cui fine può corrispondere solo e unicamente con il punto di partenza.

Ancora una volta gli In Tormentata Quiete hanno dunque stupito, senza clamore e senza boria, con la semplicità e la naturalezza di chi vive per creare. Lasciatevi dunque nutrire e attrarre: “Finestatico” è «luce lontana, soffusa e arrogante, che vive di buio e muore di luce».

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