IN TORMENTATA QUIETE – In Tormentata Quiete

Gruppo:In Tormentata Quiete
Titolo:In Tormentata Quiete
Anno:2005
Provenienza:Italia
Etichetta:Dawn Of Sadness
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TRACKLIST

  1. La Realtà
  2. Zeus – Il Segreto Della Creazione
  3. Phatovarva
  4. Chiaroscuro
  5. Nel Regno Dell’Evo
  6. L’Albero
  7. Rosso Sangue
  8. Piccole Variazioni
  9. Nell’Essere
DURATA:46:48

Quest’oggi mi dedico a un’operazione di archeologia moderna, parlare di una band e di un disco che raramente ho sentito nominare a sufficienza nelle discussioni musicali più disparate nei meandri della rete e me ne meraviglio assai: i protagonisti sono gli In Tormentata Quiete e il loro esordio eponimo. Era infatti l’ormai lontano 2005 quando la formazione bolognese debuttava su lunga distanza per Dawn Of Sadness. Da allora a oggi gli Emiliani sono apparsi sugli schermi della tv nazional-popolare all’interno della puntata dell’Ispettore Coliandro intitolata “666” (come scordare il pezzo composto per l’occasione intitolato “La Ballata Del Cane Nero” sotto lo pseudonimo Black Dogs From Hell?), ma soprattutto ci hanno deliziato scrivendo musica di qualità elevatissima anche nel successivo Teatroelementale.

In Tormentata Quiete è un piccolo gioiello, composto da musicisti che sono realmente artisti, che unisce una sensibilità acustica, intima e folcloristica (nell’accezione meno inflazionata del termine) con l’esplosione di energia garantita dalla componente metal, dove si fondono black metal sinfonico, gothic e death. Il flusso che ne risulta è fluido, scorre come fosse una miscela già presente in natura, è però anche instabile, non percorre mai le stesse strade, accomunate soltanto da un saliscendi emozionale dai toni teatrali. Non esistono confini di sorta, spaziando per tutto l’arco del metal-rock, né costruzioni astruse o forzate sulla via di una sperimentazioni ostentata e fastidiosa, tutto è funzionale a colpire il cuore dell’ascoltatore.

A livello tecnico l’intreccio delle tre voci principali è qualcosa di incredibile: scream che per tonalità può rimandare a quello di Dani Filth, voce pulita maschile e femminile si rincorrono, sovrappongono e nascondono in un equilibrio dinamico sempre precario e originale. Il libretto arriva a supporto per mostrare le diverse linee (tutte in italiano) cantate da Marco, Giovanni e Sara, dividendole graficamente su tre colonne e con tre differenti colori. Anche tutti i restanti componenti (Francesco alla batteria, Antonio alle tastiere, Maurizio al basso e Lorenzo e Riccardo alle chitarre) trovano la maniera di rendersi protagonisti, deliziando l’ascoltatore con prove strumentali di livello. E sto parlando di un totale di ben otto elementi!

Per quanto riguarda le singole tracce invece ognuna è portatrice di elementi di interesse e peculiarità come il dialetto (non il bolognese però, di quello si sono occupati i Malnàtt) usato nell’apertura “La Realtà”, la sfuriata alla Cradle Of Filth di “Piccole Variazioni”, la trama vocale eccezionale di “Chiaroscuro” o la calda intimità di “Nell’Essere”. Mai banali nemmeno i testi degli In Tormentata Quiete, non immediati e da interpretare con la dovuta calma, sfogliando un libretto professionale e curato a dovere.

Non sono in grado, e non sarebbe nemmeno mia intenzione, di esplicitare in parole la totalità di quanto contenuto e trasmesso da In Tormentata Quiete, spero però che le mie impressioni possano farvi avvicinare a una band di valore assoluto, che sfugge alle catalogazioni (avantgarde?) e alle banalità. Siccome raramente ci si imbatte in formazioni di questo calibro, è bene non farsele scappare, cogliendo al balzo l’occasione!

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