In Tormentata Quiete - Krononota

IN TORMENTATA QUIETE – Krononota

Gruppo:In Tormentata Quiete
Titolo:Krononota
Anno:2021
Provenienza:Italia
Etichetta:My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. Urlo Del Tempo
  2. All’Alba: Sapor Umbro
  3. Alla Mattina: Color Daunia
  4. Al Pomeriggio: Lo Sguardo D’Anteo
  5. Alla Sera: Abbraccio D’Emilia
  6. Alla Notte: Odor Mediterraneo
  7. KronoMetro
DURATA:58:21

Approcciarsi all’ascolto di un nuovo lavoro degli In Tormentata Quiete è sempre una sicurezza e al contempo una totale incognita. Una sicurezza perché in una carriera ormai ventennale il gruppo ha dimostrato più volte la sua enorme caratura con opere magistrali come Teatroelementale, Cromagia e il più recente Finestatico; un’incognita perché non è mai possibile prevedere quali saranno gli elementi predominanti nella proposta, data la natura profondamente cangiante della musica dei bolognesi.

Come da tradizione, Krononota è patrocinato da My Kingdom Music ed è stato composto e registrato da quella che è ancora una volta una formazione a sette elementi, mutata rispetto al disco precedente per via della sostituzione di Maurizio D’Apote, Simone Lanzoni e Irene Petitto con Luca Pasotti, Davide Conti e Samantha Bevoni, rispettivamente nel ruolo di bassista, voce pulita maschile e voce femminile. Rimanendo in tema di tradizioni, anche Krononota vede gli In Tormentata Quiete alle prese con un concept riguardante il tempo, la percezione che l’Uomo ne ha nella vita e l’uso che ne fa.

Le basi di questa ricerca concettuale vengono esplicitate dall’iniziale “Urlo Del Tempo”, un’ipnotica progressione avantgarde dai toni noir e teatrali, perfettamente adatta a delineare la natura sfuggevole e paradossale del tempo nelle nostre esistenze. Da qui in poi Krononota presenta una struttura che per molti versi ricorda quella di Teatroelementale: al posto dei vari monologhi, nel nuovo lavoro ogni pezzo è introdotto da un’evocativa narrazione in prosa dai tratti spesso cantautoriali, la quale racconta una sequenza cronologica di memorie legate a diversi momenti della giornata — dall’alba alla notte — e alle sensazioni che il protagonista ricava dall’ambiente circostante.

Episodi come “Sapor Umbro”, “Abbraccio D’Emilia” e “Odor Mediterraneo” ci presentano gli In Tormentata Quiete che conosciamo bene, quel gruppo che mescola con sapienza i riff di matrice black metal più ruvidi con melodie sognanti e influssi dai tratti folk ancora più marcati che in passato, inframezzando il tutto con l’alternanza delle tre voci, ovvero lo scream di Marco, il clean di Davide e la voce cristallina di Samantha. Spiazza invece un po’ un pezzo come “Color Daunia”, scelto anche come singolo di presentazione di Krononota: l’approccio decisamente radiofonico, in alcuni momenti quasi ruffiano, riesce tuttavia a convincere, complice la maestria e il solito eclettismo con cui il gruppo veicola emozioni profonde, ad avvolgere con incanti commoventi e atmosfere toccanti.

In generale, la compenetrazione continua tra le parti più rabbiose, i retrogusti agrodolci, le melodie più eteree, le sezioni che ricordano un indie alternativo in voga una trentina d’anni fa (“Lo Sguardo D’Anteo”) e le suggestioni folk fa immaginare Krononota come un lavoro in sospensione nel tempo, che si ripiega su se stesso eternamente, in grado di ripercorrere in poco meno di un’ora decenni di musica, senza tuttavia appartenere mai del tutto a un periodo o uno stile ben delimitato. Ciò concorre a far risaltare ancora una volta l’eleganza con la quale il gruppo maneggia generi e influenze apparentemente molto distanti, senza però mai dare l’impressione che i vari elementi siano slegati tra loro. Ed ecco che gli In Tormentata Quiete risultano nuovamente al di sopra delle catalogazioni, del tutto disinteressati a essere incasellati all’interno di una scena ben definita, limitandosi a dare sfogo alla propria creatività con un’estemporaneità che ha dell’incredibile per quanto raffinato si rivela il risultato finale.

A titolo personale, non definirei Krononota come l’album meglio riuscito o più rappresentativo della formazione bolognese, ma questo disco testimonia in ogni caso il lavoro sopraffino di un gruppo da sempre estremamente camaleontico ed eterogeneo. Pur presentando ormai una cifra musicale unica e inconfondibile, gli In Tormentata Quiete sono stati in grado di mutare e cambiare pelle moltissime volte, rimescolando sempre le carte in tavola: il risultato, a prescindere dal colore, dal profumo emanato o dal tempo trascorso, è ogni volta affascinante, coinvolgente ed estremamente personale. Meno estremo dal punto di vista musicale ma sempre denso dal punto di vista narrativo, toccante e ricolmo di interessanti spunti di riflessione, Krononota è l’ennesimo centro per una band che non ha mai smesso di crescere e si è ormai ritagliata un ruolo di assoluto rilievo nel panorama musicale nostrano.

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