IN TWILIGHT’S EMBRACE – Buried In Beetween

 
Gruppo: In Twilight's Embrace
Titolo: Buried In Beetween
Anno: 2006
Provenienza: Polonia
Etichetta: Lifeline Records
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TRACKLIST

  1. Prelude. Love Denied
  2. Set Them Free
  3. Buried In Between
  4. On The Verge Of Judgement
  5. Hour Of Retaliation
  6. The Hollow Men
  7. The Darkest Crime
  8. Passage. Farewell
  9. Still Before My Eyes
DURATA: 32:19
 

Il post 2000 per il sottoscritto è stato un periodo traumatizzante, parlando di metal. Da appassionato della scena melodica del death ho avuto spesso a che fare con dischi spacciati per derivati da Göteborg che altro non erano che schifezze commerciali difficilmente digeribili. La cosa diveniva ancor più difficoltosa da sopportare specialmente quando si trattava della commistione del sound At The Gates con l'addittivo -core.

Sono pochi e selezionati i nomi con i quali ho avuto un buon rapporto in qualità di ascoltatore, in primis quelli che ritengo i capofila del genere melodic death-metalcore: gli Heaven Shall Burn; una spanna e più sopra a chiunque in quella specifica sezione. In seconda battuta, neanche a farlo apposta, ancora una volta una formazione teutonica: i Neaera; mentre gli americani As I Lay Dying e Black Dahlia Murder non mi hanno mai colpito granché.

Quando ho gentilmente ricevuto i due dischi dei polacchi In Twilight's Embrace, ho logicamente deciso di prenderli in esame in maniera separata, data la distanza di un lustro nel rilascio l'uno dall'altro e quindi mi trovo a scrivere in questo articolo del debutto "Buried In Beetween" datato 2006. L'album è figlio del periodo storico nel quale è stato partorito, le influenze le ho già citate in antecedenza: la scuola svedese con gli At The Gates a capo viene presa a ispirazione, inserita in un contesto dall'accentuata attitudine -core, ma che risentendo fortunatamente ancora degli insegnamenti del passato non concede il passo a ritornelli in voce pulita degni delle migliori celebrazioni eucauristiche e soprattutto non intervalla le proprie costruzioni con l'inserimento di duemila breakdown inutili quanto fastidiosi.

Gli In Twilight's Embrace possiedono un suono robusto, chitarre pesanti ma dai costanti riferimenti melodici, un batterista abile nell'alternare sezioni atmosferiche a sferragliate ficcanti, anche se i mid-tempo la fanno un po' troppo da padrone, e un più che discreto urlatore dietro al microfono. Hanno tirato fuori il meglio che in quegli anni si potesse ottenere da un genere che sarebbe andato progressivamente a congestionarsi, implodendo su se stesso. Il loro album è piacevole, ricco di brani dal piglio sicuro come "On The Verge Of Judgement", "Hour Of Retaliation" e "The Hollow Men", che non si risparmia la divagazione strumentale malinconica all'interno di "Passage. Farewell" e possiede una produzione pulita, tuttavia non catalogabile come plastificata.

Devo essere sincero: la confezione, il suono e l'impatto pendono a favore della formazione polacca. Probabilmente i nostalgici di una scena metalcore che sarebbe potuta essere innovativa, riuscendoci invece ben poco, potrebbero trovare interessante un lavoro come questo. Diciamocelo: anche quell'insieme di band che per molti è uno schifo senza mezzi termini aveva, ed ha, nel suo schieramento delle compagini da poter supportare, gli In Twilight's Embrace sono tra questi.

Vi rimando quindi al secondo atto, nel quale faremo la conoscenza di "Slaves To Martyrdom": Si saranno evoluti? Che strada avranno intrapreso? Vi basterà attendere un paio di settimane e avrete il quadro completo della situazione.

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