IN TWILIGHT’S EMBRACE – Slaves To Martyrdom

 
Gruppo: In Twilight's Embrace
Titolo: Slaves To Martyrdom
Anno: 2011
Provenienza: Polonia
Etichetta: Spook Records
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TRACKLIST

  1. The Atrocity Born Of Failure
  2. Today's Gold
  3. All Hail The Vortex
  4. As The Earth Crumbled…
  5. In Line They Stand
  6. Wintersun
  7. The Parting Hour
  8. The Source
  9. …From Ruins We Emerged
  10. The Pilgrim's Walk
  11. Slaves To Martyrdom
DURATA: 41:44
 

Come anticipato nella recensione del debutto dei polacchi In Twilight's Embrace intitolato "Buried In Beetween", eccomi qui a scrivere del suo successore "Slaves To Martyrdom". Dal 2006 ci si catapulta a un lustro di distanza, il secondo album viene rilasciato infatti nel 2011 e in questo lasso di tempo è avvenuto un cambio dietro al microfono: non c'è più Dariusz Peczynski e troviamo al suo posto dapprima Kamil Zielinski, con la scelta definitiva poi ricaduta successivamente su Cyprian Łakomy.

Non è solo la girandola di voci ad aver apportato modifiche al suono, i Polacchi hanno mantenuto le proprie caratteristiche melodic death-metalcore, risentono ancora di echi degli At The Gates nella loro proposta, allargando però il giro delle influenze e puntando decisamente sul versante svedese e meno -core ma più groove. Vengono così a galla i nomi dei vichinghi Amon Amarth, dei The Haunted del periodo con Marco Aro ("Made Me Do It" e "One Kill Wonder") e qualche lieve spruzzata dei The Crown di Marko Tervonen. Capirete quindi che le derive che conducevano al contrastato mondo metalcore siano state notevolmente ridimensionate, ciò ha favorito un atteggiamento più propenso a collegarsi al panorama del death scandinavo, in questo caso dalle ovvie connotazioni melodiche.

L'album è più maturo, i suoni più robusti e cupi. Diciamocela tutta: la formazione non fa nulla per distaccarsi da lidi conosciuti, ma è altrettanto vero che piazza un paio di pezzi efficaci e belli tosti come "The Atrocity Born Of Failure", "In Line They Stand" e "The Source" (nel quale si può apprezzare una forma canzone affinata e coerente con la direzione odierna del genere, senza che per questo sia dovuta scendere a compromessi di sorta o a manipolazioni pop). A questi si aggiunge una discreta valorizzazione del comparto atmosferico, del quale sono parte integrante e importante i due brevi strumentali "As The Earth Crumbled…" e "… From Ruins We Emerged", utili anche nel far riprendere fiato e collocati con giudizio prima della metà e della fine del lavoro.

Il capitolo voce ha di che raccontare, è difficile non notare difatti la differenza sia come timbrica che impostazione delle linee fra Dariusz e l'odierno Cyprian. Quest'ultimo si adatta sicuramente meglio alle tonalità più grevi assunte da "Slaves To Martyrdom", ringhiando e tuttavia presentando soluzioni che si distaccano dallo screaming stridulo e acuto al quale molti ci hanno abituato.

Con tutti i limiti e difetti di una produzione del genere, "Slaves To Martyrdom" riesce comunque a farsi apprezzare. Gli In Twilight's Embrace confermano di essere una realtà con le idee chiare e che con tutta probabilità riceverà poca attenzione dai puristi. Sarebbe però un peccato non dare un ascolto a un disco ben fatto com'è il loro, in fin dei conti se amaste il death melodico vi risulterebbe ancora più incline a farsi rimettere nel lettore rispetto al precedete; provatelo e chissà che non riesca a trovare spazio fra i vostri ascolti.

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