IN UTERO CANNIBALISM – Sick

IN UTERO CANNIBALISM – Sick

 
Gruppo: In Utero Cannibalism
Titolo:  Sick
Anno: 2013
Provenienza: Grecia
Etichetta: Sleaszy Rider Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Lockdown
  2. Pieces Of Shit
  3. As I Burn
  4. Dead Nation
  5. No Return
  6. Retribution In Gore
  7. Bloodless
  8. Judas
  9. Sick
  10. Lab Rats To Eradicate
DURATA: 34:02
 

Nati da una costola dei più celebri (o quantomeno più risalenti) Obsecration, gli In Utero Cannibalism ruotano oggi attorno a un unico membro stabile, che ne ha seguito la storia in tutto il loro decennio di vita: il batterista Alex K. Gli altri membri, chi più chi meno frequentemente, sono tutte aggiunte posteriori al sound marcio, ruvido e pesantemente lo-fi della death metal band di Atene. Quest'anno, con una formazione a quattro (cui una seconda chitarra si è aggiunta proprio nelle ultime settimane, dopo l'uscita del disco), gli IUC giungono al traguardo del terzo disco, riprendendo i lavori interrotti con "Frenzied" nel 2009.

"Sick", questo il nome della loro ultima fatica, non cambia nei contenuti, ma si presenta con una forma piuttosto distante dal predecessore. Particolarmente, i suoni, che nel lavoro anteriore erano piuttosto "classici" e richiamavano il death dell'Europa continentale ed americano, sono oggi più sporchi, più grezzi e più volutamente "brutti". La batteria di Alex si lancia in accelerazioni tipicamente brutal ("Lockdown"), con quel sound un po' piatto e ovattato che contraddistingue le formazioni delle frange più estreme, mentre i volumi della chitarra sono altissimi e i suoni caldi e ruvidi, da girone infernale. L'ascia di Mike Rot (già nei Disolvo Animus), fresca di inserimento nella formazione, si propone in modo grezzo e marcio, sì, ma non nel modo tipicamente inteso, perché "Sick" gode di una produzione più che dignitosa, intenzionalmente orientata allo sporco e allo schifo. Producendo da sé il lavoro, gli ateniesi hanno operato una scelta particolare, che non è detto piaccia a tutti, ma sicuramente interessante, poiché "Sick" gode così di un aspetto piuttosto personale. Una formazione che suonava "bene" ha deciso di abbassare, appiattire e riscaldare i propri suoni.

Il tutto chiaramente senza intaccare il songwriting. Musica, testi e grafica sono stavolta farina del sacco del solo Alex, a dimostrazione di quanto centrale sia oggi la sua figura per il progetto. Il materiale è anche in questo caso valido e ben strutturato, con brani mediamente brevi e molto veloci, dalle poche velleità tecnico-solistiche, ma tanta sostanza e tanto riffing "quadrato". I testi, tutti in inglese, sono variegati e articolati: si passa dalla critica alla società ("Dead Nation") ad episodi più violenti e disperati ("Bloodless"), pur senza mai scadere nel "gore" più becero.

A conti fatti, gli In Utero Cannibalism sono una band che, in un genere abusato come il death metal, tenta di ritagliarsi il proprio spazio con soluzioni particolari, seppur in sede di produzione e non in ambito prettamente musicale. Particolari, e per questo degni di nota.

 

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