Inanna - Void Of Unending Depths | Aristocrazia Webzine

INANNA – Void Of Unending Depths

Gruppo: Inanna
Titolo: Void Of Unending Depths
Anno: 2022
Provenienza: Cile
Etichetta: Memento Mori
Contatti: Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Evolutionary Inversion
  2. Among Subaqueous Spectres
  3. Far Away In Other Spheres
  4. Underdimensional
  5. The Key To Alpha Centauri
  6. Mind Surgery
  7. Cabo De Hornos
DURATA: 58:13

Il nuovo album degli Inanna non era sfuggito ai radar aristocratici, e GEF l’aveva segnalato nella sua rassegna settimanale Extrema Ratio, ma dopo qualche settimana passata a macinare il ritorno dei cileni mi ritrovo a essere ancora così entusiasta di Void Of Unending Depths da doverne scrivere a mia volta.

Questo terzo album arriva dieci anni esatti dopo il precedente Transfigured In A Thousand Delusions, anni che hanno visto il quartetto di Santiago quasi del tutto fermo, con l’unica eccezione del recupero di una raccolta di demo nel 2016 e un live esclusivamente digitale nel 2020. Non proprio dei ritmi serrati, per cui dopo tutto questo tempo c’è il grosso rischio che un nuovo lavoro in studio degli Inanna passi inosservato nell’oceano di uscite che infesta il sottobosco estremo. E questo sarebbe il peggiore degli errori, perché Void… è un disco pazzesco.

Il death metal lovecraftiano non è certo una novità, anzi, soprattutto nell’ultimo decennio gente come i Sulphur Aeon non solo ha portato alla ribalta il pur sempreverde repertorio del maestro di Providence, ma ne ha anche alzato l’asticella piuttosto sensibilmente. Gli Inanna, dal canto loro, sfruttano un approccio differente alla stessa materia, e confezionano un lavoro profondo, stratificato e ispiratissimo, partendo da basi prog death di scuola a stelle e strisce, Death su tutti, ma elaborando la propria musica con toni più oscuri e orrorifici. In Void Of Unending Depths non esistono strutture ricorrenti, i brani spaziano tra i sei e i tredici minuti, e ciascuno dipinge un abisso differente.

Per la prima volta in vent’anni di carriera i cileni si sono ritrovati a dover comporre musica separatamente, perché Void… è nato nel pieno della pandemia, quando le restrizioni bloccavano il Cile e a Santiago non si poteva uscire di casa. Gli Inanna hanno stravolto il loro metodo compositivo, passando settimane a mandarsi file avanti e indietro, e il risultato è un album ricchissimo di sfumature e di dettagli, in cui ogni passaggio nasconde degli elementi che continuano a spuntare ascolto dopo ascolto. Le atmosfere orrorifiche dei testi si mescolano perfettamente a pattern di batteria e riff di chitarra mai scontati, diventando una perfetta colonna sonora per l’abisso.

Una menzione particolare merita il pezzo conclusivo, “Cabo De Hornos”: tredici minuti abbondanti dedicati a Capo Horn e alle sue acque turbolente, per una sorta di “Rime Of The Ancient Mariner” in versione Terra Del Fuoco. Composto interamente dal chitarrista Diego Ilabaca, racconta di un viaggio in nave dall’esito fatale, e ricorda per sviluppo narrativo, varietà musicale e ambiziosità proprio la canzone dei Maiden, ma con un gusto meno romantico e più oscuro. Anche alla luce di “Cabo De Hornos”, non stupisce poi che gli Inanna abbiano dedicato Void Of Unending Depths alla memoria di Francisco Coloane, romanziere cileno del Novecento che più di tutti ha raccontato tra le sue pagine le regioni più remote del Paese, incluse le sue propaggini più meridionali, e autore proprio del romanzo Capo Horn del 1941.

Void… è davvero un album denso, colmo di riferimenti e di spunti interessanti sia musicali che testuali, che tutti dovrebbero ascoltare e approfondire. Fortunatamente gli Inanna sono riusciti a ottenere un po’ di visibilità appoggiandosi a un’etichetta con un minimo seguito, e il disco esce per la spagnola Memento Mori. In questi anni di quiescenza il bassista Max Neira, prima da solo e poi con l’aiuto del chitarrista e batterista Carlos Fuentes, ha messo insieme i Coffin Curse, che sono usciti per MM con il loro debutto del 2020 Ceased To Be. Verosimilmente la collaborazione degli Inanna con l’etichetta spagnola nasce da lì, e questo significa che l’album per il momento rimarrà disponibile solamente in CD (Memento Mori non stampa vinili) e con una distribuzione non proprio capillare, ma è già meglio di quanto i cileni hanno avuto nei precedenti vent’anni di carriera.

Dal canto mio non posso che spronare chiunque ad ascoltare e riascoltare Void Of Unending Depths e tutto il repertorio di una delle band a oggi più sottovalutate dell’intero panorama death metal.