Incertus - Predestination To Damnation

INCERTUS – Predestination To Damnation

Gruppo:Incertus
Titolo:Predestination To Damnation
Anno:2021
Provenienza:Polonia
Etichetta:Mythrone Promotion / Defense Records
Contatti:Bandcamp
TRACKLIST

  1. Preludium & Ultima Necat
  2. Rise For Torment
  3. The Return Of Darkness And Evil
  4. I, The Fool
  5. Predestination To Damnation
  6. Postludium
  7. The Devil Takes Me Away
  8. To Hell With Us
DURATA:30:03

Arrivano dalla Polonia questi misteriosi Incertus, che hanno debuttato da poco con Predestination To Damnation, pubblicato su CD in 500 copie da Defense Records e Mythrone Promotion. I musicisti coinvolti, in ogni caso, devono vantare già un po’ di esperienza in quanto il batterista Bartosz e il chitarrista Nebiros hanno altri progetti all’attivo nell’underground polacco, tra black, death e doom metal.

Presentati inizialmente come band black-death metal, dalle prime note in realtà gli Incertus sembrano tendere decisamente più verso il metallo della morte. Per la verità la proposta dei polacchi non è nemmeno banale, come del resto potrebbe preannunciare l’intro di organi e tastiere. Difatti, i brani iniziali lasciano presagire perlopiù un death metal cadenzato e mid-tempo, lontano da velocità elevate o da arzigogolati tecnicismi. “Ultima Necat”, traccia che apre l’album, si presta addirittura a essere catchy e potrebbe farci pensare a un lavoro quasi easy listening. Le caratteristiche sembrano chiare: death metal, melodie, basso pulsante e ben in evidenza, sufficiente presenza delle tastiere.

Le carte in tavola paiono un po’ cambiare con “The Return Of Darkness And Evil”, che viaggia su ritmi più sostenuti andando a lambire territori black-thrash, situazione che si ripete nelle tracce successive, senza comunque disdegnare dei rallentamenti adeguati. Nel complesso, comunque, i Nostri risultano a loro agio sia con velocità più marcate, sia con tempi più ragionati. Tutto sommato gli Incertus sono anche bravi perché sanno legare abbastanza bene tutte queste influenze, che altrimenti correrebbero il rischio di apparire non completamente sviluppate e poco a fuoco. Anche la produzione aiuta la band a centrare il suo intento, perché il suono è avvolgente, relativamente grezzo ma estremamente comprensibile al tempo stesso.

Vanno però rilevate alcune criticità, non tanto riguardo l’aspetto strettamente musicale, quanto per… tutto il resto. L’idea che si ricava è infatti che non siano state impiegate molte energie circa la natura concettuale del disco. La stessa copertina è presa da un’opera del pittore vittoriano Herbert James Draper e ciò mi fa pensare che, al di là della ricerca dell’immagine, gli Incertus non abbiano dedicato enorme rilievo all’aspetto visivo. Così come non sembra indimenticabile neanche il comparto lirico: per la verità lo scarnissimo booklet del CD non contiene neppure i testi, ma i titoli dei brani non trasmettono esattamente il massimo dell’originalità. Insomma, quantità di fantasia utilizzata: poca.

Venendo al dunque, Predestination To Damnation degli Incertus è un disco che mostra sicuramente dei lati interessanti e persino godibili, grazie a una proposta onesta e diretta. C’è da lavorare un po’ invece sul contorno perché — come spesso abbiamo visto — è proprio questo a fare la differenza tra un disco sufficiente e uno bello.

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