INCIDENSE – Incarcerated | Aristocrazia Webzine

INCIDENSE – Incarcerated

Informazioni
Gruppo: Incidense
Titolo: Incarcerated
Anno: 2011
Provenienza: Olanda
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/incidense
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ultimate Sin
2. Silence Must Break
3. Tribulation
4. Remnants Of The Past
5. Nothing Left
6. Abeyance

DURATA: 39:27

Gli Incidense sono un trio olandese formato da Francois Koopmans (chitarra, basso e voce), Lucas Kruiswijk (tastiere e voce) e Rob Van Neuwenhijzen (batteria e percussioni).
La formazione nata nel 2003, dopo aver cercato per un periodo il quarto componente che si occupasse del basso, ha preso la decisione di continuare con la più classica delle formazioni a tre e dopo ben otto anni, nel 2011, è stato rilasciato il disco di debutto totalmente autoprodotto e intitolato “Incarcerated”.
Suonano un prog metal/rock interessante, probabilmente essendo olandesi e date le sonorità che in più frangenti si avvicinano al rock come spirito il nome dei Sieges Even potrebbe accostarsi fra le varie influenze riconoscibili.
Ci sono in parte i Dream Theater, quelli più old del periodo che ha portato al cambio dietro al microfono da Dominici a La Brie, quindi i primi due album “When Dream And Day Unite” e “Images And Words”, ci sono anche componenti vicine ai Queensryche, in pratica tanta roba e bella roba.
È chiaro che gli “orange” in questione non inventino nulla, è però evidente che le idee e il modo con il quale vengono presentate siano lucidi, puliti e perfettamente orchestrati. Il lavoro di riffing e l’ambito tastieristico riescono a convivere in maniera armonica dando ai brani una marcia in più, apportando atmosfera e regalando quelle piacevoli fughe grazie a partiture strumentali avvolgenti nelle quali il comparto ritmico si rivela efficacemente dinamico.
Con la malizia di chi ha già saggiato le proprie doti nel corso degli anni facendo gavetta e imparando dai propri errori riescono a rendere intrigante un’opener, “Ultimate Sin”, che alternando fraseggi metallici e acustici, una delle soluzioni probabilmente fra le più utilizzate, è ugualmente intensa. Si percepisce appieno la volontà compositiva degli Incidense, ancora più spregiudicati in ambito “only instrumental” nel momento in cui piazzano un brano, “Remnants Of The Past”, che sarebbe la fortuna dei D.T. odierni visto che uno così non lo realizzano da tempo.
La band sa essere orecchiabile creando anche dei buoni ritornelli, “Silence Must Break” è di sicuro l’esempio più adatto, a quanto sembra i musicisti sono anche appassionati di cinema dato che sia in questo brano che nella conclusiva “Abeyance” si trovano due estratti da pellicole hollywoodiane quali “L’Esercito Delle 12 Scimmie” e “The Matrix” che vanno ad aggiungere atmosfera a un disco già di per sè scuro, introspettivo anche negli attimi delicati, agrodolci insiti in una canzone guidata unicamente dall’acustica accompagnata dalla voce come “Nothing Left”.
Il fatto è che davvero non ho riscontrato “debolezze” palesi in “Incarcerated” tant’è che i pezzi non ancora citati, “Tribulations” e “Abeyance”, la prima molto “classic” e composta nello stile e la seconda emotiva e contrastata dai cambi di sonorità che accentuano o eliminano il tasso di metallo in essa presente, s’incastrano a dovere all’interno di un disco ben confezionato e suonato come questo.
Alla buona prestazione dei singoli strumenti si aggiungono una produzione bilanciata e nitida e le prove vocali di Lucas e Francois emozionate ed emozionanti, si percepiscono infatti la passione e la partecipazione con le quali interpretano i testi, al secondo va anche il merito di dar vita a discrete esecuzione soliste.
La cura con la quale è stato progettato il digipak apribile a tre contenente il booklet e una foto del trio, alquanto comodo come soluzione e sempre più in voga direi, è solo la ciliegina su di una torta che ha per titolo “Incarcerated”.
In un momento in cui ci si lamenta spesso che la musica si svenda troppo facilmente, chi come gli Incidense sa coniugare fruibilità al limite col radiofonico, strutture progressive e accostamenti piacevolmente metallici andrebbe giustamente supportato, il duro lavoro quando esprime qualità deve esser ripagato e l’acquisto dell’originale sarebbe la corretta risultante di tale ragionamento, sta a voi adesso.