INDRAMA – Timescapes | Aristocrazia Webzine

INDRAMA – Timescapes

Informazioni
Gruppo: InDrama
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/indramaband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Free Me
2. From
3. Unreal
4. Tonight
5. My Dark Soul
6. Soul’s Sound
7. Distance
8. Secrets
9. Stages
10.Ride With Me

DURATA: 52:38

INDRAMA - Timescapes Alle volte anche chi è abitualmente portato ad ascoltare release estreme ha bisogno di attimi più leggeri e quieti, il panorama metallico ha tante realtà affini a queste sensazioni che negli anni hanno dato un loro apporto a formare una sacca di salvataggio quando si è oppressi e si ha bisogno di uno sfogo riflessivo.
Gente come Anathema, Katatonia, i The Gathering e il filone post-rock più o meno delirante di artisti quali God Is An Astronaut, God Speed You Black Emperor! e così via sono delle buone vie di fuga e alternative spesso gradite al solito battere pesante dei vari movimenti heavy, thrash, death e black, è sempre di musica di qualità che si parla.
Gli spagnoli InDrama, nati per volontà del chitarrista Jesus Pinilla, rifiutano una categoria d’appartenenza in cui poterli ingabbiare, è evidente che un paio di nomi citati antecedentemente siano fra le influenze base del sound ma allo stesso tempo tirano fuori una vena jazzy, un approccio rock sofisticato e una coralità di risultati che va ben oltre la stantia media.
“Timescapes”, debutto autoprodotto rilasciato quest’anno, contiene dieci tracce viaggianti in cui le melodie e la delicatezza interpretativa vocale di Selene la fanno da padrone.
Il platter si muove in diversi territori siano essi intimi ed emotivamente inclini al melancolico o più robusti ma conduttori di una serenità e distensione mentale gradevolissima, inutile quindi precisare che l’atmosfera ricreata dalle canzoni sia la chiave di volta per la lettura e interazione con ognuna d’esse.
E’ alquanto elementare e naturale entrare nel mood di “Free Me”, “Unreal” e “My Dark Soul”, non hanno pretesa d’esser capolavori di tecnica intrecciata sopraffina, è con il fioretto, la leggedria, una piccola dose di creatività, l’intersecarsi del canto cristallino e mai powerizzato di Selene e il lavoro di basi che giocano di fino, con Beth (ormai ex membro della band) che con la tastiera inserisce il suo apporto nel dare una dimensione personale e bucolica a tali episodi, che si ritagliano i propri spazi.
Se è vero che il modo di porsi preme per lo più sul tasto dell’eleganza è anche vero che più volte incrocerete una vivacità metallica spontanea e frizzantina che renderà più intriganti e irrobustirà le trame tessute dal riffing, c’è un lieve calo d’intensità nella seconda parte dell’album, cosa che ci può stare in un debutto ma che al tempo stesso non ne inficia il valore.
La produzione è decisamente discreta, pulitina, offre un supporto valido a un “Timescapes” che fa degli umori un’arma portante del proprio esprimersi.
Tutti coloro che cercano un disco rilassante, onirico e interiormente riappacificante possono avvalorarsi oltre che dei soliti act ormai conosciuti ai più anche della musica degli InDrama di cui non posso che consigliarvi vivamente l’ascolto.