INERTIA – Dark Kinetic

INERTIA – Dark Kinetic

 
Gruppo: Inertia
Titolo: Dark Kinetic
Anno: 2014
Provenienza: Francia
Etichetta: Backup Records
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TRACKLIST

  1. Abyss Road
  2. Forsaken
  3. Back On The Ground
  4. Let It Go
  5. What If
  6. The Race
  7. Red Line
  8. Painting The World
  9. Trajectory Seppuku
  10. The Foam
  11. Born To Die
  12. Last Sunset
  13. Dark Kinetic
  14. The Wind
DURATA: 53:51
 

Gli Inertia spuntano fuori praticamente dal nulla e si hanno ben poche informazioni su di loro, fra queste spicca la presenza certa all'interno della formazione del chitarrista, compositore e titolare dell'etichetta che li produce Sylvain Rouvière (Kaktus Project) e dell'esperto cantante Henning Basse (Metalium, Sons Of Season, Mayan e Hypnoside). La proposta ruota su cardini hard rock e AOR alquanto melodici, in cui spicca una forte componente sonora ottantiana e nella quale a stento fanno la propria comparsa venature metallizzate. Purtroppo è tutto qui: sia il foglio di presentazione allegato all'album che la pagina Facebook ufficiale del progetto non sono poi così d'aiuto per l'approfondimento.

Ciò che mi trovo fra le mani è il disco d'esordio di questa realtà intitolato "Dark Kinetic", un lavoro che già dopo un paio di ascolti fa emergere le proprie lacune. La prestazione del gruppo formalmente non avrebbe poi granché da farsi rimproverare, i brani sono decisamente orecchiabili, i ritornelli si lasciano ascoltare pur non cambiandoti la vita — ma in fin dei conti sono piacevoli — e la prova vocale di Basse è buona, anche se un tantino ripetitiva e prevedibile nell'impostazione delle linee. L'album però manca totalmente di grinta e più lo si fa girare nello stereo più diventa vivida l'impressione che le canzoni siano mosce, spesso troppo simili fra loro, talmente coerenti con se stesse da appesantire notevolmente il carico di una scaletta che di per sé deve anche fare i conti con una durata vicina all'ora complessiva, che rende il tutto ancora meno digeribile.

Non bastano poi un paio di episodi lievemente più intensi dal punto di vista emotivo, penso soprattutto a "Trajectory Seppuku", né il fascino conferito a "The Wind" dall'armonica di Greg Zlap (artista che ha collaborato con tantissimi grandi nomi, fra i quali spicca quello di Johnny Hallyday) a sanare una situazione che minuto dopo minuto risulta essere sempre più appiattita.

Le intenzioni degli Inertia sono sicuramente delle migliori, mentre il frutto nato da questa esperienza non lo è più di tanto. Probabilmente "Dark Kinetic" potrebbe essere utilizzato come compagnia di sottofondo oppure venire preso in considerazione a mo' d'intermezzo estemporaneo durante una sessione d'ascolto impegnativa, malauguratamente non vedo altri ruoli da poter far ricoprire a un lavoro che ha come difetto principale quello di spegnersi da sé.

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