Inexorum - Equinox Vigil | Aristocrazia Webzine

INEXORUM – Equinox Vigil

Gruppo: Inexorum
Titolo: Equinox Vigil
Anno: 2022
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Gilead Media
Contatti: Facebook  Twitter  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Creation Myth
  2. Equinox Vigil
  3. Until There’s Nothing Left
  4. Dark Sky Sanctuary
  5. Secret Language
  6. Memoriea Sacrum
  7. On The Last Day
  8. Such Impossible Sights
DURATA: 40:15

I paesaggi che appaiono nei dipinti dell’epoca romantica mi hanno sempre molto affascinata, perché i pittori riuscivano a trasmettere pienamente allo spettatore come la Natura sia governata da forze potenzialmente distruttive, ma come mantenga anche una delicatezza che non può essere estinta da nessun intervento umano.

Guardando la copertina di Equinox Vigil, terzo album degli statunitensi Inexorum, si percepisce la stessa sensazione: il sapiente pennello di Brooks Wilson (che, fra l’altro, milita nel quintetto epic doom Crypt Sermon) ha dato vita a una cascata roboante che approda in uno specchio d’acqua infranto solamente da alcune rocce. La scelta di questo soggetto, in effetti, ben rappresenta l’equilibrio tra l’impeto trascinante dell’acqua e il desiderio di soffermarsi a osservare anche i dettagli più statici di un ambiente naturale, come le pietre e gli alberi.

Anche dal punto di vista musicale, Equinox Vigil gioca parecchio sulla contrapposizione tra un vigore travolgente, che spesso diventa quasi epico, e una grande attenzione verso le melodie ottantiane: gli Inexorum hanno un debole per le sonorità NWOBHM e riescono a infilare parti strumentali maideniane ovunque se ne intraveda la possibilità, come se fossero tralci di rampicanti che si insinuano in ogni crepa disponibile.

In questo caso, il muro che offre appoggio a questi innesti sonori non è costituito da calce e mattoni, ma da un altrettanto solido appoggio fatto di blast beat, chitarre che richiamano spesso la scuola melodic black svedese e linee vocali a cavallo tra il black e il death. Non manca una costante componente atmosferica, che contribuisce a donare a Equinox Vigil un fascino particolare e risucchia l’ascoltatore in una dimensione lontana dalla quotidianità, come se ci si trovasse a vagare per un quadro di William Turner.

Nel complesso, Equinox Vigil è un disco ammaliante e coinvolgente; gli Inexorum hanno messo a segno le proprie cartucce sonore senza sbagliare un colpo e hanno coniato un album all’interno del quale tutto appare perfettamente equilibrato e privo di qualsiasi difetto. Inoltre, Equinox Vigil appartiene a una categoria di opere che considero quasi sacra: quelle che suscitano apprezzamento da parte degli estimatori di generi diversi, anche quando sono diffidenti nei confronti del black metal.